La sentenza

Assalto alla Cgil, 8 anni ai fascisti ma nessuna indagine sull’uomo misterioso che gli aprì la porta…

Fiore, Castellino e altri militanti di Forza nuova condannati a Roma per l’irruzione del 9 ottobre 2021 nella sede del sindacato. Mai identificato il soggetto che, come mostrato dai video, aveva aperto dall’interno il portone ai manifestanti, andandosene poi tranquillamente dopo due chiacchiere con un carabiniere

Giustizia - di Paolo Comi - 21 Dicembre 2023

CONDIVIDI

Roberto Fiore e Giuliano Castellino
Roberto Fiore e Giuliano Castellino

“Non mi aspettavo nulla di diverso, era già tutto scritto”, commenta con l’Unità l’avvocato Vincenzo Di Nanna, difensore del militante di Forza Nuova Salvatore Lubrano, appena terminata la lettura della sentenza con cui il tribunale di Roma ha condannato ieri il suo assistito, unitamente ai vertici del movimento di estrema destra Roberto Fiore e Giuliano Castellino, ad 8 anni e 2 mesi di prigione.

“Questo processo è iniziato con capo di imputazione errato. Si parla di ‘sfondamento’ della porta d’ingresso della sede della Cgil, mentre da tutti i filmati visionati emerge che era stata aperta da un soggetto che nessuno ha mai voluto identificare. E lo stesso dicasi per la presenza delle “spranghe di ferro”, quando in realtà erano le aste in plastica delle bandiere, che sarebbero state poi utilizzate dai manifestanti per i danneggiamenti.  Per finire con il corteo che non era autorizzato, smentendo così le testimonianze in senso contrario dei funzionari della questura di Roma”, ha aggiunto Di Nanna.

Per i magistrati che hanno condannato tutti gli imputati non ci sono dubbi invece che siano stati proprio loro i responsabili dell’assalto il 9 ottobre del 2021 alla sede nazionale della Cgil.

Una “azione dissennata e spregiudicata” compiuta da “sconsiderati che hanno colpito un simbolo dei lavoratori e della democrazia: un giorno funesto per l’intera città”, aveva affermato la pm Gianfederica Dito nella sua requisitoria. L’irruzione nella sede della Cgil avvenne a margine di una manifestazione di protesta contro le misure anti covid disposte dall’allora governo Draghi.

“Emerge dai video che hanno cristallizzato i fatti che siamo in presenza di eventi drammatici e cruenti con il tragico epilogo della devastazione della sede del sindacato. Arrivati nella sede del sindacato sono stati gli stessi operatori di polizia, pur essendo abituati alla gestione dell’ordine pubblica, a riferirci di una situazione mai vista in cui loro stessi hanno avuto paura”, aveva aggiunto la pm, definendo “imbarazzante e surreale” la versione fornita dagli imputati nel corso del loro esame in cui si erano limitati a “parlare della volontà di fare un semplice sit-in”.

Dai video, realizzati con le immagini delle telecamere interne alla sede del sindacato, era emerso però il comportamento di un soggetto rimasto ignoto, perché non identificato dalle forze dell’ordine, e chiamato dalla polizia scientifica W1.

Un video, in particolare, mostrava il soggetto, uno dei pochi manifestanti che indossava la mascherina chirurgica, muoversi con sicurezza, introdursi nei locali da una finestra, e quindi aprire dall’interno il portone della sede della Cgil, dopo aver spostato le transenne poste dietro di esso, permettendo così l’ingresso dei manifestanti.

In seguito, sempre nel video, si vedeva questo soggetto ignoto allontanarsi tranquillamente, non prima di aver scambiato qualche frase con un carabiniere in borghese di servizio, quest’ultimo risultato appartenere al Nucleo informativo del Comando provinciale di Roma.

La consulenza tecnica effettuata da Di Nanna aveva anche evidenziato un possibile rapporto di ‘colleganza’ fra W1, che si apriva il giubbotto come per voler mostrare un tesserino, ed il carabiniere del Nucleo informativo.

Su questa vicenda era stata presentata una interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ovviamente rimasta senza risposta, da parte del capogruppo di Forza Italia in Commissione giustizia al Senato Pierantonio Zanettin.

Nonostante sia stato dimostrato nel processo che ci sia stata infiltrazione da parte forze dell’ordine, che la Digos abbia dichiarato il falso a proposito dell’autorizzazione della manifestazione verso la sede della Cgil nonostante sia evidente dai filmati l’innocenza di tutti gli imputati del 9 ottobre, è arrivata dal Tribunale di Roma, porto delle nebbie, una sentenza politica che ha come intenzione quella di bloccare Forza Nuova”, è quanto affermano in una nota Fiore e Luca Castellini.

“Questo – aggiungono – in un momento in cui i milioni che lottarono contro il Green Pass, in cui i milioni che sono sempre più contrari alla Nato e i milioni che sono sempre più vicini alla causa Palestinese, oggi rappresentano il popolo che non ha più un punto di riferimento politico”, annunciando inoltre che Forza Nuova parteciperà alle prossime elezioni europee del 2024.

“C’è senz’altro da essere soddisfatti per la condanna di Fiore, Castellino ed altri accoliti a più di otto anni di carcere. Ma che altro si aspetta per mettere fuori legge le organizzazioni neofasciste?”, ha commentato il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo.

21 Dicembre 2023

Condividi l'articolo