La kermesse di FDI

Spalletti ad Atreju: Gramellini attacca l’allenatore della Nazionale, “rappresenta tutti gli italiani”

Altra polemica per l'evento del partito della Presidente del Consiglio Meloni. L'editoriale sul Corriere contro la partecipazione del ct toscano: "È tra i pochissimi super partes che ancora ci possiamo permettere"

Politica - di Redazione Web - 13 Dicembre 2023

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COLLAGE DI FOTO DA LAPRESSE
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Ancora deve cominciare e già si parla tantissimo di Atreju: merito dello “spottone celebrativo”, com’è stato criticato dal Partito Democratico, andato in onda lunedì sera al TG1 e dell’annuncio del superospite Elon Musk che dopo l’incontro a Palazzo Chigi con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni dello scorso giugno sarà ai giardini di Castel Sant’Angelo sabato pomeriggio. Alla kermesse di Fratelli d’Italia ci sarà anche Luciano Spalletti: da pochi mesi allenatore della Nazionale maschile di calcio, fresco della qualificazione agli Europei 2024. A Massimo Gramellini la decisione non è piaciuta.

L’evento partirà domani, da giovedì 14 dicembre a domenica 17 dicembre. Lo slogan: “Bentornato orgoglio italiano”. Pista di pattinaggio, villaggio di Natale, mercatino solidale. Grande chiusura con la premier Giorgia Meloni, che alla festa dei giovani di Alleanza Nazionale è cresciuta, che l’ha organizzata per anni, domenica pomeriggio. Spalletti non sarà l’unico sportivo invitato alla festa del partito: ci saranno anche l’olimpionico di nuoto Gregorio Paltrinieri e la campionessa paralimpica Ambra Sabatini. E se pure lo stesso Corriere della Sera cita una voce anonima e vicina al tecnico direttamente dalla sua Certaldo – “ni’ cuore di Lucio c’è il glorioso Pci” – il vicedirettore ed editorialista del quotidiano boccia la partecipazione dell’allenatore.

L’editoriale di Gramellini contro Spalletti

“A una festa di parte, come giustamente Donzelli ha definito Atreju, sarebbe meglio sfilassero persone di parte, di qualunque parte. Non i pochissimi ‘super partes’ che ci possiamo ancora permettere, uno dei quali è proprio il c.t. della Nazionale. Il famoso luogo comune sui sessanta milioni di commissari tecnici si può intendere anche al contrario, e cioè che l’unico realmente insignito del ruolo rappresenta l’intero popolo”, scrive Gramellini nel suo quotidiano “Caffè” in prima pagina dal titolo piuttosto evocativo: Spalletta Nera. “Spalletti ha perso quella libertà nel momento in cui ha accettato di sedersi sulla panchina di tutti”.

Gramellini assicura che avrebbe partorito la stessa osservazione se l’allenatore avesse accettato un invito del Partito Democratico o di un altro partito. E poca differenza fanno i pregressi botta e risposta con il segretario della Lega e attuale vice primo ministro Matteo Salvini – che definì Spalletti “piccolo uomo” ai tempi delle tensioni con Francesco Totti, l’allenatore rispose: “Salvini contro? Meglio, mi toglie imbarazzo: preferisco avere dalla mia parte chi lo definisce ‘fannullone’”, e ancora il ministro: “Piddino rancoroso”.

Spalletti e la Nazionale

Spalletti appena una settimana fa aveva ritirato la cittadinanza onoraria di Napoli dopo la vittoria del terzo Scudetto nella storia del club, nella stagione scorsa, 2022/2023. “Le mie scelte saranno tecniche e anche morali. Vorrò intorno a me ragazzi che ci credono – aveva detto in un’intervista al Corriere – , che vivano con me il morso della responsabilità, ragazzi che conoscano a memoria la storia di questa nazionale dimostrandomi di voler entrare in quella storia, di volerci provare fino in fondo. Sarò sempre assillato dal bene della nostra Nazionale e, chi vorrà dimostrarmi di voler mettere il proprio talento al servizio della Nazionale, saprà che io sarò ai suoi piedi. Noi dobbiamo restituire all’Italia il bene che ci vuole. Far gioire un paese intero, che si unisce e dimentica le appartenenze che separano. La maglia azzurra va desiderata prima e onorata poi come un oggetto sacro”.

13 Dicembre 2023

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