L'audizione

Nordio: cosa ha detto il ministro al Csm

Le parole del Ministro della Giustizia in occasione di un plenum straordinario dell'assemblea, alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella. "Pronti a modificare la Carta, la Costituzione può cambiare"

Giustizia - di Redazione Web - 1 Dicembre 2023 alle 09:51

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Nordio: cosa ha detto il ministro al Csm

Dopo settimane di intense polemiche, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha cercato di rassicurare i magistrati. E lo ha fatto nella sede più incisiva, davanti a un ‘pubblico’ di spessore. Infatti, il Guardasigilli, si è espresso dinanzi al Consiglio superiore della magistratura (Csm) riunito in plenum straordinario. Presente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I temi toccati da ministro sono stati la riforma della giustizia e i diversi argomenti oggetto delle discussioni di questi ultimi giorni: il decreto-Cutro, le pagelle ai pm, la separazione delle carriere, le parole del Ministro della Difesa Guido Crosetto.

Nordio al Csm: riforma e collaborazione

Nordio ha affermato che, “la riforma si farà e sarà un processo caratterizzato dalla collaborazione istituzionale. Mai e poi mai vi sarà una soggezione anche minima del pm al potere esecutivo. Anche la Carta può cambiare perché la stella di riferimento della Costituzione non è fissa ma variabile. Essa non è eterna“. La corrente Area ha reso pubblica una nota in risposta alle affermazioni di Crosetto, secondo cui, una parte della magistratura starebbe lavorando in segreto per colpire il governo Meloni.

Nordio al Csm: la reazione dei magistrati

È tempo di pagelle per i magistrati. Ci faccia capire la politica: sono da bocciare quelli che in riunioni pubbliche discutono di diritti e garanzie, mentre si devono promuovere solo quelli che, in luoghi riservati, pilotano le nomine dei dirigenti dei più importanti uffici giudiziari?“. Al termine dell’audizione di Nordio, è arrivato il commento delvicepresidente del Csm, Fabio Pinelli: “Sostegno morale e pubblico lo meritano migliaia di magistrati che quotidianamente servono con onore il Paese. Lo ricordi anche la politica. È necessario ripristinare un rapporto di fiducia tra chi fa le regole e chi deve farle rispettare“.

1 Dicembre 2023

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