Il caso del musicista

Morgan va sempre perdonato, è stato espulso ingiustamente da X Factor

Finito di nuovo nel libro nero a causa di presunte intemperanze, il nostro meriterebbe soggettisti all’altezza capaci di valorizzare la sua figura a metà tra Huysmans e Giamburrasca

Editoriali - di Fulvio Abbate - 28 Novembre 2023 alle 17:30

morgan x factor

La storia professionale di Morgan non può finire sempre con una “cacciata” del reprobo, dell’“infame”: come fosse un Franti qualunque, un incorreggibile, un “discolo”, ritenuto addirittura osceno rispetto al presunto galateo televisivo e della cura accuratamente gentile della scaletta spettacolare.

Ciò che è appena accaduto con lui a X Factor può dare nuovi frutti. Nonostante un comunicato da parte della direzione di Sky che ha sapore di “libro nero”, leggete voi stessi: “Morgan non è stato mandato via per il ‘vaffa’ ad Ambra, la depressione, il litigio con Dargen o la battuta su Ivan Graziani. Sky è stata costretta a cacciarlo per dei comportamenti gravissimi che ha tenuto nei confronti di altre persone fuori dalla diretta, ma ripresi dalle telecamere”.

Parole che lasciano immaginare un Morgan crudele, protervo, spietato perfino con gli addetti alle pulizie, i cameramen, le sarte, trucco e parrucco e perfino l’inerme gobbista? Non può essere, non ci credo, e tutto questo non contempla neppure le doverose scusanti che ogni artista merita in quanto tale, posto che la misura dell’arte non è assimilabile al ruolo del probiviro mediatico.

La vicenda è presto diventata materia di discussione e chiose addirittura di segno etico su tutti i media, proprio tutti, surclassando perfino l’eco prevedibilmente suscitata nell’arengario social, dove d’abitudine ogni pulsione, anche la peggiore, si manifesta in tutta la sua evidenza, diciamo, pure cannibalica, da circo spietato, che, come diceva Louis-Ferdinand Céline, avrebbe “fatto chiudere tutti i teatri, riportando a far furore la moda del tremila Avanti Cristo con i leoni del Colosseo”.

Non tutto però, almeno ai miei occhi, è perduto per la carriera presente e futura di Morgan. Già, da disastro può nascere cosa, idee, addirittura una nuova serie altrettanto televisiva e non necessariamente amministrata dalle severe leggi dei format stranieri. Già, esisteranno da qualche parte soggettisti, sceneggiatori e una nutrita squadra di registi qualificati e coraggiosi, come è già accaduto con il caso fortunato di Boris, in grado di proporre al “reprobo”, esattamente in virtù della sua irregolarità, di interpretare Giannino Stoppani, cioè un remake contemporaneo, appunto, de Il giornalino di Giamburrasca di Vamba?

Tutti ricordiamo nitidamente ancora adesso il capolavoro, il gioiello narrativo in bianco e nero che ne trasse Lina Wertmüller. Pepita lucente delle Teche Rai. Sono trascorsi sessant’anni da allora, il Sessantotto di mezzo e mille lotte di liberazione in nome del “ribellarsi è giusto”, dunque proprio grazie a tali ragioni la nuova versione potrebbe risultare non meno esemplare, straordinaria, unica, strabiliante.

Morgan nuovamente al centro, in divisa di convittore pronto a innalzare la bandiera rossa, se non della pappa con il pomodoro, del sushi e de sashimi, chi meglio di lui? Il resto del casting è ancora tutto da immaginare, ma la presenza di un Morgan protagonista è già più che edificante.

Marco Castoldi, forte di un palmarès caratteriale già conquistato grazie alle polemiche infuocate con i suoi ex colleghi di giuria proprio lì a X Factor, per tacere dei pregressi. Le sue intemperanze con Fedez, con Ambra, con Dargen e soprattutto con Francesca Michielin, cui dobbiamo la perla d’aver resuscitato con candore angelico il compianto Ivan Graziani.

Alla fine, anche la stessa Francesca, in termini di risarcimento morale o semplice esame di riparazione, potrebbe trovare un ruolo di educanda nel leggendario Collegio “Pierpaolo Pierpaoli”. Cantante, musicista, interprete di se stesso, pettinatura post-beethoveniana e l’abbigliamento da dandy tra Huysmans e Paolo Poli, Morgan, seppure non assomigli alla straordinaria Rita Pavone dello sceneggiato originale, rappresenterebbe un tratto di autentica novità.

Sarebbe anche un modo per dare un senso definitivo alla sua natura, o forse, ancora meglio, il tentativo di far comprendere quanto Morgan possa essere ritenuto una sorta di nuova possibile versione, seppure economica, di Carmelo Bene, Morgan l’Incorreggibile, giusto per usare un lessico da istituto correzionale. Tutto è perdonato!

28 Novembre 2023

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