Amnesie

Le femministe hanno dimenticato le donne ebree stuprate da Hamas

I casi, sempre meno presunti, non hanno suscitato reazioni. Eppure ci sono filmati e testimonianze delle violenze subite dalle vittime del pogrom messo in atto dai terroristi lo scorso 7 ottobre. Tuttavia, uno dei temi dell'evento che ha riempito le piazze italiane la scorsa domenica, è stato definire Israele 'stato colonialista'. Cosa c'entra con la violenza di genere? Non sono i regimi arabi quelli che negano i diritti delle donne?

Editoriali - di Andrea Aversa - 27 Novembre 2023 alle 18:58 AGGIORNATO IL 28 Novembre 2023 alle 16:06

Le femministe hanno dimenticato le donne ebree stuprate da Hamas

Le manifestazioni femministe contro la violenza sulle donne che ci sono state in tutta Italia la scorsa domenica, sono state macchiate dalla speculazione politica e propagandistica. Nell”ordine del giorno’ dei manifestanti c’era anche il mobilitarsi contro la guerra in Palestina. Così alcune bandiere palestinesi sono spuntate nei vari cortei che hanno affollato le strade e le piazze delle principali città italiane. Cosa c’entri tutto questo con il ricordo di Giulia Cecchettin non si sa. Ma una certezza c’è: le femministe hanno dimenticato di dedicare un pensiero o una sola parola per tutte le donne ebree violentate e uccise dai terroristi di Hamas durante il pogrom messo in atto lo scorso 7 ottobre.

Manifestazione contro la violenza sulle donne: iniziative, simboli e riflessioni

Innanzitutto, perché alcuni organizzatori dell’evento hanno messo al centro della manifestazione l’argomento “Israele stato colonialista“? Tema assolutamente off-topic rispetto a quello della violenza di genere. E in ogni caso perché parlare solo delle colpe dello Stato Ebraico e non degli stupri, le mutilazioni e le uccisioni perpetrati dai terroristi di Hamas contro le donne israeliane? Due pesi e due misure che hanno scatenato, purtroppo, troppa poca vergogna. Anche in quegli intellettuali e media sempre pronti a sollevarsi come baluardi dei diritti. Evidentemente sono talmente forti il sentimento, l’ideologia e la retorica anti-israeliane, che le donne ebree vittime di violenza sono state reputate di ‘serie B’.

Femminismo: il significato

Eppure tali abusi sono sempre meno presunti. I video e le testimonianze raccolte dalle autorità e dai media israeliani lascerebbero pochi dubbi. Stiamo parlando di scene orribili: donne picchiate, torturate e seviziate. Donne violentate, mutilate delle loro parti intime, utilizzate poi per giocare a calcio. Infine, l’omicidio. Con un proiettile o una coltellata. E l’umiliazione finale: urinare sui resti del cadavere. Se tutto ciò, vero o falso che sia, non ha scatenato indignazione nelle femministe (almeno nostrane), non ha scatenato la voglia di vederci chiaro, vuol dire che qualsiasi sensibilità della razza umana è andata perduta. Considerato anche il fatto che i regimi nei quali alle donne non sono garantiti i diritti sono proprio quelli arabi.

Violenza sulle donne oggi in Italia

Ha detto bene Noemi Di Segni. In una lettera inviata a La Repubblica, la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha lanciato un appello nel nome di tutte le donne vittime di abusi. Indipendentemente dalla loro etnia, razza o religione. Lo stesso si è augurata la storica Tamar Herzig che ha parlato di un movimento ‘Me Toonegazionista. Per fortuna qualcun altro ha rotto questo muro fatto di silenzio e indifferenza. Su Liberation è stata pubblicata una petizione – firmata tra gli altri dagli scrittori Marc Levy e Marek Halter, dall’attrice Charlotte Gainsbourg, dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo – al cui interno è stato chiesto di riconoscere come femminicidi le violenze commesse dai terroristi di Hamas contro le donne ebree quel maledetto 7 ottobre. Giorno che ha poi scatenato la furiosa reazione militare israeliana che ha ucciso circa 5mila donne palestinesi. E ha fatto bene il Direttore Piero Sansonetti a ricordarle.

27 Novembre 2023

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