La ricorrenza

Giornata contro la violenza sulle donne: perché si celebra il 25 novembre, la storia delle “Mariposas” le sorelle Mirabal

Era il 25 novembre del 1960 quando i corpi delle tre sorelle vennero ritrovati sul fondo di una scarpata. Furono perseguitate dalla dittatura di Trujillo. La ricorrenza celebrata in tutto il mondo

Cultura - di Redazione Web - 25 Novembre 2023

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Foto Vincenzo Livieri – LaPresse 26-11-2016 – Roma Manifestazione per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne Vincenzo Livieri – LaPresse 26-11-2016 – Roma News Demonstration for the International Day Against Violence Against Women
Foto Vincenzo Livieri – LaPresse 26-11-2016 – Roma Manifestazione per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne Vincenzo Livieri – LaPresse 26-11-2016 – Roma News Demonstration for the International Day Against Violence Against Women

Le chiamavano “Mariposas”, le farfalle. Le sorelle Mirabal: perseguitate, violentate, stuprate e torturate. Patria, Minerva e Maria Teresa. Furono ritrovate a bordo della loro auto, la vettura scagliata sul fondo di un precipizio. Era il 25 novembre del 1960. La giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne è stata istituita nel 1999 dalle Nazioni Unite. Il colore ufficiale della giornata è l’arancione. La ricorrenza invita governi, organizzazioni internazionali e Ong a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema attraverso eventi, cerimonie e campagne sul tema. Il 25 novembre segna l’inizio dei “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere” che precedono la Giornata Mondiale dei diritti umani del 10 dicembre.

Le sorella Mirabal erano figlie di proprietari terrieri, cresciute a Ojo del Agua, Salcedo. 1960, Repubblica Dominicana. Rafael Leonidas Trujillo si era impossessato del potere con un colpo di stato ai danni del presidente Horacio Vélazquez nel 1930. Un regime oppressivo, dotato di una fitta rete di controllo, che godeva dell’appoggio degli Stati Uniti e che si opponeva ad altri Stati caraibici come Haiti, Guatemala, Honduras e la Cuba castrista. Minerva Mirabal fu invitata a partecipare a una festa organizzata dal dittatore. Qui gli aneddoti divergono. Minerva avrebbe espresso la sua idea negativa del regime, secondo El Pais invece tirò uno schiaffo al Jefe”, il “Generalissimo”, la “Capra”, il “Distintivo” Trujillo che le aveva rivolto delle avances.

La persecuzione delle Mariposas

Il padre delle sorelle venne arrestato e imprigionato, morì poco dopo la scarcerazione. Minerva venne sequestrata con la madre in un albergo di Santo Domingo, sottoposta a un ricatto: la liberazione in cambio di un rapporto sessuale. Le donne riuscirono a fuggire. Minerva fu esclusa dall’università e riammessa soltanto dopo un discorso in onore di Trujillo, si laureò e sposò Manuel Tabarez. Le Mariposas con i compagni fondarono il Movimento 14 giugno (“Mariposas”, farfalle, era il loro nome in codice), un gruppo clandestino che si opponeva alla dittatura. Furono tutti imprigionati e liberati dopo le pressioni della comunità internazionale e della Chiesa Cattolica. “Se mi uccidono, tirerò fuori le braccia dalla tomba e sarò più forte”, diceva Minerva.

L’agguato e il finto incidente

Il 25 novembre del 1960 le sorelle stavano tornando dal carcere dov’erano detenuti i mariti. Cinque agenti del Servizio dell’Intelligence militare fermarono la jeep sulle quali le sorelle Mirabal stavano viaggiando. Le sequestrarono, le colpirono ripetutamente, le violentarono e le strangolarono fino alla morte. Ciriaco de la Rosa, uno degli assassini, avrebbe raccontato (la citazione è di ABC) anni dopo: “Dopo averle catturate, le portammo vicino a un precipizio dove ordinai a Rojas Lora che si occupasse di una delle ragazze. Prese quella dalle lunghe trecce, Maria Teresa. Alfonso Cruz Valerio scelse la più alta, Minerva, e io presi la più bassa e grassoccia, Patria. Ordinai a tutti di andare in un canneto al lato della strada, in maniera che nessuna assistesse all’esecuzione delle altre. Provai a evitare questo crimine orrendo, ma non potevo, avevo ordini diretti di Trujillo e di Johnny Abbes Garcia. Se non l’avessimo fatto, ci avrebbero uccisi tutti”.

Le tre sorelle aveva già anticipato in più di un’occasione di aver sentito parlare che sarebbe stato simulato in un incidente. I corpi vennero trovati a bordo dell’auto ma da subito si parlò di omicidio politico, che contribuì alla caduta del regime di Trujillo. Il dittatore venne ammazzato nel giugno 1961 in un attentato: un colpo di fucile lo colpì mentre in automobile viaggiava verso la sua città natale, San Cristòbal, che aveva fatto ribattezzare “Ciudad Trujillo”.

L’istituzione della giornata

Il primo incontro femminista latinoamericano e caraibico si tenne nel 1981 a Bogotà, capitale della Colombia e proprio in quell’occasione venne celebrata la memoria delle tre attiviste. Fu il primo passo per l’istituzione della Giornata oggi celebrata in tutto il mondo. La provincia di Salcedo è stata ribattezzata e porta il cognome delle Mariposas. Bélgica Adela, la quarta sorella Mirabal, ha dedicato la sua vita a denunciare le violenze del regime e a testimoniare la storia delle sorelle. È morta nel 2014.

Dieci anni dopo quell’incontro a Bogotà del 1981, il Center for Global Leadership of Women avviò la campagna dei 16 giorni di attivismo e propose la Giornata contro il femminismo il 25 novembre. L’Assemblea Generale delle Nazione Unite ha accettato nel 1993 di adottare la data scelta dalle attiviste latinoamericane. La storia delle Mariposas ha ispirato il romanzo della scrittrice dominicana Julia Alvarez, Il tempo delle farfalle, dal quale venne tratto il film In the time of the Butterflies con Salma Hayek nel ruolo di Minerva. Jaime David Fernandez Mirabal ha ricoperto la carica di vicepresidente della Repubblica dal 1996 al 2000.

25 Novembre 2023

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