La protesta

Elisa Claps: Potenza protesta, la veglia contro la messa nella Chiesa dell’omicidio

La prima messa, dopo la riapertura lo scorso agosto, celebrata nel giorno dei morti. A 30 anni dalla scomparsa della 16enne, uccisa e nascosta nella Chiesa, la riapertura. La famiglia: "Assoluta mancanza di rispetto e arroganza del vescovo Ligorio"

Cronaca - di Antonio Lamorte

4 Novembre 2023 alle 19:52 - Ultimo agg. 23 Novembre 2023 alle 10:00

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FOTO DI REPERTORIO DI ELISA CLAPS
FOTO DI REPERTORIO DI ELISA CLAPS

Religioso silenzio. Potenza farà sentire così la sua voce, il suo stato d’animo proprio nei giorni in cui la Rai sta trasmettendo la serie tv dedicata al caso e a trent’anni dalla scomparsa di una ragazzina ritrovata soltanto 17 anni dopo nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità del capoluogo della Basilicata. La stessa chiesa, in pieno centro a via Pretoria, che per anni non era stata perquisita a fondo, dove dopo la riapertura dello scorso agosto, lo scorso 2 novembre è stata celebrata di nuovo una messa, nel giorno dei morti.

E la città non ci sta. La famiglia che per anni ha lottato per ritrovare Elisa e che ancora lotta per risalire alla verità di una storia ancora torbida e oscura in alcuni aspetti, sarà domani a partire dalle 9:30 al presidio silenzioso convocato dall’associazione Libera. “Siete tutti invitati perché siamo tutti coinvolti!”. Elisa Claps uscì di casa il 12 settembre 1993, in tarda mattina insieme con un’amica, e in quella casa non tornò più.

Gli esami autoptici accertarono che venne uccisa in un tentativo di violenza sessuale. Sospettato un ragazzo che frequentava la parrocchia e che aveva dato appuntamento a Elisa. Danilo Restivo raccontò di essersi ferito cadendo nel cantiere delle scale mobili. La 16enne fu uccisa con sedici coltellate nel sottotetto della chiesa, che venne chiusa 13 anni fa, il 17 marzo del 2010 dopo il ritrovamento del cadavere. I resti erano parzialmente scheletrizzati e in parte mummificati. Claps morì dissanguata a causa delle ferite. Restivo è stato condannato a 30 anni per l’omicidio di Claps, per quello di Heater Barnett in Inghilterra a 40 anni.

La famiglia di Claps ha accusato in più occasioni il parroco don Domenico “Mimì” Sabia di aver in qualche modo occultato o aiutato ad occultare il cadavere e la verità. Il parroco morì nel 2008, prima del ritrovamento del corpo. “Non conoscevo Danilo Restivo”, aveva dichiarato nelle prime fasi dell’indagine. E invece lo conosceva, Restivo frequentava molto la parrocchia e il parroco era stato presente al suo compleanno, come provato da alcune foto. Nel 1986 aveva garantito per il ragazzo, accompagnando il padre per chiedere di ritirare la denuncia a suo carico per l’accoltellamento del ragazzino 11enne. Una targa lo ricorda all’interno della Chiesa della Trinità.


“Il dolore per Elisa è grande, una spina che ti scava giorno dopo giorno. Danilo ha fatto quello che ha fatto, però chi ha coperto il corpo di Elisa? – aveva detto Filomena Iemma in un’intervista al telegiornale regionale della Rai – Chi ha preparato la tomba di Elisa nel sottotetto? Chi ha fatto il foro nel sottotetto? Chi ha coperto e continua a coprire Danilo? Io prima o poi i nomi li farò perché sono sicura di quello che dico”. La famiglia ha criticato la riapertura della chiesa e la celebrazione della messa, presieduta dall’arcivescovo del capoluogo, monsignor Salvatore Ligorio.

“Si sono mossi nell’ombra il 24 agosto scorso quando hanno riaperto le loro porte. Continuano ad agire nel buio e nel silenzio ancora una volta… Incatenati alla loro protervia, ostaggio della loro stessa indifferenza!!!!”, il post del Presidio dell’associazione Libera di Potenza dedicato proprio a Elisa Claps e a Francesco Tammone. Gildo Claps ha commentato: “Prendiamo atto ancora una volta dell’assoluta mancanza di rispetto e dell’arroganza del vescovo Ligorio che ieri ha celebrato Messa nella chiesa della Trinità. In un momento in cui milioni di persone seguendo la fiction hanno preso consapevolezza di quanto quella Chiesa sia irrimediabilmente macchiata dal sangue e dalle menzogne che tra quelle mura si sono consumate, anziché il silenzio, come aveva peraltro indicato Papa Francesco, la Curia potentina sceglie ancora una volta la rimozione di quanto accaduto. Una preghiera la rivolgo io a quanti entreranno ad ascoltare le funzioni religiose: fermatevi a leggere la targa che celebra le virtù di Don Mimi Sabia e respirate a fondo il messaggio ipocrita che risuona in quella Chiesa”.

4 Novembre 2023

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