La 16enne uccisa a Potenza

Elisa Claps e i misteri a 30 anni dalla scomparsa, la madre: “Prima o poi farò i nomi”

Era il 12 settembre 1993 quando Elisa Claps uscì di casa e non tornò più. Danilo Restivo è stato condannato a 30 anni, dopo esser stato condannato a 40 anni in Inghilterra per l'omicidio di una donna. "Chi ha coperto e continua a coprire Danilo?"

Cronaca - di Redazione Web - 12 Settembre 2023

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FOTO DI REPERTORIO DI ELISA CLAPS
FOTO DI REPERTORIO DI ELISA CLAPS

Bandiere a mezz’asta oggi a Potenza, a trent’anni dalla scomparsa e dall’omicidio della 16enne Elisa Claps. Il suo corpo venne ritrovato nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità nella centralissima via Pretoria del capoluogo della Basilicata 17 anni dopo. Condannato Danilo Restivo, già indagato ma nel frattempo trasferitosi in Inghilterra, dove era stato condannato per aver ucciso un’altra donna. Uno dei casi di cronaca più mediatici negli ultimi anni di storia d’Italia. Per i depistaggi, le svolte, i colpi di scena, i misteri che ancora cela. E che continua a generare contenuti, come podcast o come la fiction che andrà in onda sulla Rai a ottobre. Un caso ancora pieno di interrogativi cui non è mai stata una risposta.

Era il 12 settembre quando Elisa Claps uscì di casa in tarda mattina insieme con un’amica e non tornò più. Gli esami autoptici accertarono che venne uccisa in un tentativo di violenza sessuale. Restivo fu subito sospettato: un ragazzo che frequentava la parrocchia e che aveva dato appuntamento a Elisa. Raccontò di essersi ferito cadendo nel cantiere delle scale mobili. La 16enne fu uccisa con 16 coltellate nel sottotetto della chiesa, che venne chiusa 13 anni fa, il 17 marzo del 2010 dopo il ritrovamento del cadavere, ed appena riaperta. I resti erano parzialmente scheletrizzati e in parte mummificati. Claps morì dissanguata a causa delle ferite. Per l’omicidio di Heater Barnett Restivo è stato condannato a 40 anni. Per l’omicidio di Claps è stato condannato a 30 anni. La famiglia ha criticato la riapertura della chiesa e continua a chiedere verità.

“Una giornata che vorrei non ricordare. Se mi trovassi vicino a mia figlia sarebbe meglio. La prima parola che dissi quando vennero ad avvisarmi che Elisa non si trovava, fu ‘Elisa non torna più’. Avevo capito subito che qualcosa di grave era successo”, ha detto Filomena Iemma in un’intervista al telegiornale regionale della Rai. “Il dolore per Elisa è grande, una spina che ti scava giorno dopo giorno. Danilo ha fatto quello che ha fatto, però chi ha coperto il corpo di Elisa? Chi ha preparato la tomba di Elisa nel sottotetto? Chi ha fatto il foro nel sottotetto? Chi ha coperto e continua a coprire Danilo? Io prima o poi i nomi li farò perché sono sicura di quello che dico”.

La famiglia di Claps ha accusato in più occasioni il parroco don Domenico “Mimì” Sabia di aver in qualche modo occultato o aiutato ad occultare il cadavere. Il parroco morì nel 2008, prima del ritrovamento del corpo. “Non conoscevo Danilo Restivo”, aveva dichiarato nelle prime fasi dell’indagine. E invece lo conosceva, Restivo frequentava molto la parrocchia e il parroco era stato presente al suo compleanno, come provato da alcune foto. Nel 1986 aveva garantito per il ragazzo, accompagnando il padre per chiedere di ritirare la denuncia a suo carico per l’accoltellamento del ragazzino 11enne.

Per Claps si pregherà oggi nelle chiese della diocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsiconuovo, lo ha deciso monsignor Salvatore Ligorio. Tante le iniziative organizzate dai cittadini. Alle 10:30 una processione partita dalla casa della 16enne fino alla chiesa della Trinità. Questa sera la presentazione del libro di Mariagrazia Zaccagnino Sono io Elisa Claps con la partecipazione della madre e del fratello di Elisa.

12 Settembre 2023

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