La guerra

Perché il bombardamento di Jabalia è un crimine di guerra, l’avvertimento dell’Onu a Israele

Israele: "Eliminato un numero indefinito di terroristi". Il Commissario generale dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi Lazzarini: "Immediato cessate il fuoco, necessario il rifornimento di carburante. Uccise 70 persone del mio staff". Il Presidente Usa Joe Biden: "Pause umanitarie e ostaggi liberi"

Esteri - di Redazione Web

2 Novembre 2023 alle 09:03 - Ultimo agg. 2 Novembre 2023 alle 09:12

Condividi l'articolo

Perché il bombardamento di Jabalia è un crimine di guerra

Israele ieri ha colpito il più grande campo profughi di Gaza con nuovi attacchi aerei, spingendo i funzionari delle Nazioni Unite per i diritti umani ad avvertire che prendere di mira aree residenziali densamente popolate “potrebbe equivalere a crimini di guerra“. Le bombe hanno colpito il campo di Jabalia per la seconda volta in due giorni, polverizzando gli edifici e, secondo il ministero della Sanità diretto da Hamas, uccidendo decine di persone. Israele ha affermato che i suoi aerei da combattimento hanno effettuato l’attacco, prendendo di mira “un complesso di comando e controllo di Hamas” ed “eliminando” un numero indefinito di militanti. I soccorritori hanno detto che sono morte “intere famiglie“. Israele ha colpito più di 11.000 obiettivi a Gaza dal 7 ottobre, quando uomini armati di Hamas hanno fatto irruzione in Israele uccidendo 1.400 persone, tra cui molti civili uccisi a sangue freddo.

L’Onu

Molte nazioni hanno sostenuto il diritto di Israele di reagire contro Hamas, ma con l’aumento del numero dei civili sono aumentate anche le critiche alle tattiche israeliane. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, finora sono stati uccisi 8.796 abitanti di Gaza, soprattutto donne e bambini. Interi quartieri di Gaza sono stati rasi al suolo. Martedì le forze israeliane avevano già colpito il campo di Jabalia, uccidendo almeno 47 persone. E Joe Biden si è detto favorevole a una “pausa” per consentire ai “prigionieri” di lasciare l’enclave. Il presidente degli Stati Uniti, candidato per un secondo mandato, stava parlando a un evento di raccolta fondi quando un membro del pubblico ha gridato: “Come tuo rabbino, ti chiedo di chiedere immediatamente un cessate il fuoco“. “Penso che abbiamo bisogno di una pausa. Una pausa significa dare tempo per far uscire i prigionieri“, ha detto. La Casa Bianca, interrogata su queste affermazioni, ha poi chiarito che per “prigionieri” il presidente si riferiva agli ostaggi del movimento islamista Hamas.

Biden

Sono stato io a convincere Bibi (il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ndr) a chiedere un cessate il fuoco per far uscire i prigionieri. Sono stato io a parlare con Sisi (il presidente egiziano) per convincerlo ad aprire la porta“, precisamente al valico di Rafah nel sud della Striscia di Gaza, si è nuovamente difeso. Il presidente ha poi precisato che si trattava della recente liberazione di due ostaggi americani del gruppo islamico palestinese. La Casa Bianca finora si è rifiutata di discutere un cessate il fuoco, ritenendo che questo farebbe esclusivamente il gioco di Hamas, ma ha già chiesto “pause umanitarie” per consentire la consegna degli aiuti o effettuare evacuazioni. La portata della tragedia a Gaza è “senza precedenti“. Lo ha ribadito il Commissario generale dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) Philippe Lazzarini, dopo aver visitato la Striscia per la prima volta dall’attacco di Hamas in Israele il 7 ottobre.

L’Unrwa

È stato “uno dei giorni più tristi del mio lavoro umanitario“, ha aggiunto in un comunicato citato dal Guardian. “Sono appena tornato dalla Striscia di Gaza. È la prima volta che sono stato autorizzato a entrare dall’inizio di questa terribile guerra, quasi quattro settimane fa. La portata della tragedia è senza precedenti“, ha affermato spiegando di aver visitato gli sfollati rifugiati in una delle scuole dell’agenzia a Rafah. “Il posto era sovraffollato. Le condizioni di vita e sanitarie erano oltre ogni comprensione. Tutti chiedevano solo acqua e cibo. Invece di essere a scuola a imparare, i bambini chiedono solo un sorso d’acqua e un pezzo di pane.

È stato straziante. Soprattutto, la gente chiede un cessate il fuoco. Vogliono che questa tragedia finisca“, ha raccontato. “I nostri appelli cadono nel vuoto. Un cessate il fuoco umanitario è atteso da tempo. Senza questo, altre persone verranno uccise, i vivi subiranno ulteriori perdite e la società, un tempo vivace, sarà in lutto per sempre“, ha concluso Lazzarini, rilanciando l’appello alla fornitura di carburante per ospedali, panifici e impianti idrici, e ricordando che oltre 70 persone dello staff dell’Unrwa sono rimaste uccise dal 7 ottobre.

2 Novembre 2023

Condividi l'articolo