Il cuoco di Putin

Si rivede Prigozhin in video: “Il gruppo Wagner rende la Russia più grande e l’Africa più libera”

Il primo video dopo la marcia che aveva fatto gridare al golpe in Russia e il mistero, la sparizione nel nulla. "Stiamo lavorando. Temperatura +50°. Tutto ciò che amiamo. La milizia conduce attività di ricognizione e ricerca"

Esteri - di Redazione Web

22 Agosto 2023 alle 11:35

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Si rivede Prigozhin in video: “Il gruppo Wagner rende la Russia più grande e l’Africa più libera”

Non si capisce bene dove si trovi, Yevgeny Prigozhin, l’ex cuoco di Putin, il leader del gruppo di mercenari russi della milizia Wagner che in una mezza giornata di fine giugno aveva fatto gridare al colpo di stato ai danni di Vladimir Putin. Prima di fermarsi e fare marcia indietro, a 200 chilometri da Mosca, a quali condizioni è ancora un mistero. Quello che è certo invece è che Prigozhin è ricomparso per la prima volta dopo quei giorni convulsi in un video diffuso online ieri pomeriggio. Prima di lunedì erano emerse soltanto delle registrazioni, non sempre confermate.

Il video è comparso su canali Telegram vicini al gruppo Wagner, come Grey Zone. Prigozhin tiene un discorso per la prima volta da quel fatidico 24 giugno, parla delle attività di contrasto al terrorismo jihadista e di quelle di reclutamento che il gruppo starebbe portando avanti in Africa. Proprio le sue parole e il panorama arido alle sue spalle hanno fatto ipotizzare che il “cuoco” si trovi in Africa, forse in Niger, al centro di uno sconvolgimento lo scorso mese causato da un golpe militare. Non c’è alcuna conferma. “Stiamo lavorando. Temperatura +50°. Tutto ciò che amiamo. Il gruppo Wagner conduce attività di ricognizione e ricerca. Rende la Russia ancora più grande in tutti i continenti e l’Africa ancora più libera. Giustizia e felicità per i popoli africani. Incubo Isis, Al-Qaeda e altri gangster. Assumiamo veri eroi e continuiamo a svolgere i compiti che ci siamo prefissati”.

Certo è che la Wagner è presente da tempo nel continente, per esempio in Mali, Repubblica Centrafricana e in Burkina Faso dove i mercenari hanno addestrato delle forze armate locali e salvaguardato gli interessi di Mosca in termini di miniere di oro, diamanti e uranio. La milizia impegna secondo dei resoconti circa 6.000 combattenti fuori dalla Russia e dall’Ucraina, 3.000 solo in Repubblica Centrafricana. Sono presenti anche in Siria. Il gruppo negli ultimi dieci anni ha acquisito una grande influenza nel continente africano, ha operato anche in Madagascar, Libia e Mozambico. La milizia è stata ovviamente impegnata con l’esercito russo nella guerra in Ucraina. I mercenari sono stati accusati in diverse occasioni di abusi, violazioni dei diritti umani, crimini di guerra e stupri sistematici.

Lo scorso 14 luglio era spuntata sempre su Telegram una fotografia di Prigozhin in mutande in una tenda con la mano alzata in segno di saluto. “Ebbene, la Wagner non esiste!”, aveva detto poche ore prima il Presidente Putin. Prigozhin aveva definito una “Marcia per la Giustizia” diretta “a combattere i traditori e mobilitare la società” l’avanzata interrotta a 200 chilometri da Mosca per protestare contro lo scioglimento della Wagner nelle fila dell’esercito regolare della Federazione. Da quei giorni della marcia il destino della milizia e del suo capo erano rimasti incerti, coperti da una coltre di mistero.

La trattativa tra Prigozhin e il Presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko aveva aperto a due opzioni: o il passaggio nell’esercito o l’esilio in Bielorussia. Senza alcuna conferma era emerso che il capo della milizia era stato avvistato a Minsk. Qualche giorno prima era confermata la notizia di un incontro con Putin al Cremlino qualche giorno dopo la marcia. In uno dei due audio di Prigozhin circolati dopo l’avanzata, l’ex capo della Wagner aveva annunciato “nuove vittorie al fronte in un prossimo futuro”. La Duma aveva già escluso un ritorno al fronte dei miliziani e anche un portavoce del ministero della Difesa statunitense aveva riferito che i mercenari non avrebbero più partecipato “in modo significativo a sostegno delle operazioni di combattimento dell’esercito russo in Ucraina”.

 

22 Agosto 2023

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