Il locale respinge: calunnie

“Qui niente stranieri” e Omar denuncia: “Pestato da 8 buttafuori con taser e manganelli”

Il racconto del 32enne torinese di origini tunisine. Il club ha annunciato un'indagine interna e rigettato le accuse: "Il personale e la proprietà non possono essere accusati di razzismo"

Cronaca - di Redazione Web - 28 Giugno 2023

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FOTO DI REPERTORIO
FOTO DI REPERTORIO

Omar è un imprenditore torinese di 32 anni. Gli hanno spaccato la testa, dovrà essere operato. Ha riportato la frattura delle ossa nasali, una costola rotta, un trauma cranico e una prognosi di 30 giorni. Ha raccontato ai soccorritori di esser stato picchiato dai buttafuori di un locale in provincia di Savona. “Si sono gettati in otto contro di me con taser, manganelli e anche coltelli”. Perché? Perché nel locale non sarebbero stati ammessi gli stranieri. Il locale smentisce. Sul caso indagano i carabinieri

La vicenda è stata raccontata dallo stesso protagonista a Il Corriere di Torino. Omar ha 32 anni, ha origini tunisine. È arrivato in Italia grazie al ricongiungimento familiare, si è diplomato e ha lavorato. Sabato scorso l’invito di un amico a festeggiare il compleanno di un amico nei privé di una famosa discoteca. Quando è uscito a prendere le sigarette sono cominciati i problemi. “I buttafuori mi hanno detto che non facevano entrare gli stranieri. Ho insistito, ma poi ho deciso di lasciar perdere. Sono andato a riprendermi l’auto e sono tornato per chiamare mia moglie che era ancora dentro”.

Secondo la vittima a questo punto è scattata l’aggressione: otto persone, un taser, coltelli e manganelli. Il ragazzo è stato accompagnato all’ospedale di Pietra Ligure. Il 32enne ha esposto denuncia. “La cosa più inquietante è che queste persone che dovrebbero garantire la sicurezza di un locale abbiano in dotazione armi, coltelli, manganelli telescopici e pistole elettriche a contatto. Mi auguro che i responsabili, che ci risulta si siano prontamente cambiati gli abiti sporchi di sangue prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, vengano presto individuati anche grazie ai testimoni presenti”, ha detto il legale Gianni Erik Galim.

La direzione del locale ha respinto ogni accusa. Ha smentito l’uso di manganelli e dei taser. Ha annunciato l’avvio di un’indagine interna, ma soprattutto ha chiarito che “il personale e la proprietà non possono essere accusati di razzismo. Per salvaguardare il buon nome del club, ci stiamo attivando per tutelarci dal punto di vista legale, denunciando le falsità e le calunnie di cui siamo stati accusati”.

28 Giugno 2023

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