I retroscena

“Cia e Putin sapevano già delle intenzioni di Prigozhin”, le rivelazioni della stampa Usa e il silenzio strategico

Esteri - di Redazione Web - 25 Giugno 2023 alle 14:51

“Cia e Putin sapevano già delle intenzioni di Prigozhin”, le rivelazioni della stampa Usa e il silenzio strategico

Mentre le truppe della Wagner si apprestano a lasciare Voronezh, Rostov e Lipetsk, la stampa americana riporta l’indiscrezione che sia l’intelligence Usa sia lo stesso Putin sarebbe stati a conoscenza della rivolta di Prigozhin già giorni prima. Non lo hanno certo scoperto “24 ore prima”, dicono fonti qualificate interpellate da Washington Post e New York Times.

Secondo il New York Times, la prima riunione dei vertici Usa sulle possibili mosse di Prigozhin contro Putin si sarebbe svolta mercoledì 22 giugno, quasi due giorni prima dell’invito alla rivolta armata lanciato dal leader del gruppo Wagner. E avrebbero deciso di tacere perchè altrimenti Putin li avrebbe accusati di aver sostenuto la Wagner nell’organizzare un colpo di stato e la preoccupazione per l’utilizzo dell’arsenale atomico della Russia è grande. E così hanno lasciato che fosse Putin a fare il suo discorso alla nazione raccontando cosa stesse accadendo.

Secondo la ricostruzione fatta dal Corriere della Sera, per lo spionaggio americano il 10 giugno è il punto di rottura tra Wagner e Cremlino: il motivo è l’imposizione di sottomissione alla Difesa ufficiale, cosa che Prigozhin non avrebbe ami voluto fare. Anzi: proprio contro i vertici militari ufficiali russi si era più volte scagliato, ritenendoli corrotti e inetti. Poi ci sono i dissidi sulle gravi perdite della Wagner e sulla denunciata carenza di armamenti. Quindi la rottura ufficiale che poi con il passare dei giorni si sarebbe acuito sempre di più.

Poi c’è il mistero del Cremlino: secondo le fonti Putin sapeva già da tempo delle intenzioni di Prigozhin. Non è al momento chiaro perché non abbia agito tempestivamente bloccando sul tempo gli insorti. E sorprende anche la facilità con cui la Wagner non solo è avanzata fino ad arrivare a 200 chilometri da Mosca, ma ha anche preso Rostov. Perché nessuno ha nemmeno provato a fermare l’avanzata dei mercenari? Si ipotizzano contrasti all’interno delle gerarchie e problemi negli apparati di sicurezza, carenze viste in molte occasioni. C’è anche l’ipotesi che i ribelli potessero aver avuto l’appoggio delle forze armate russe, o almeno di alcuni settori disposti non ad aggregarsi ma almeno a lasciare fare.

Intanto dipartimento di Stato americano ha deciso di rinviare l’adozione di nuove sanzioni al gruppo di mercenari Wagner. Lo scrive il Wall Street Journal. Il Dipartimento di Stato voleva annunciare martedì misure contro l’attività di Wagner in Africa, dove i mercenari mettono a disposizione dei governi locali l’assistenza militare ottenendo in cambio l’accesso alle risorse naturali e sfruttamento delle miniere; ma ora prevedono un rinvio. “Washington non vuole che sembri che stia prendendo posizione”, ha spiegato una fonte informata.

È stata tutta una “messinscena”. Ilya Ponomarev, uomo d’affari ex deputato della Duma russa che dal 2016 vive in esilio in Ucraina e che è uno dei fondatori della Legione per la libertà della Russia, ha le idee chiare sull’ammutinamento, poi rientrato, del Gruppo Wagner, le cui forze sono arrivate alle porte di Mosca senza incontrare resistenza.

25 Giugno 2023

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