Continuano le ricerche

Strage di migranti in Grecia, spunta il video del peschereccio: “Uno scafista ha confessato”

Gli altri otto arrestati negano di far parte di una rete di trafficanti. Continuano le ricerche. Un video girato dal marinaio di una nave commerciale riprende il peschereccio poche ore prima dell'ecatombe

Esteri - di Antonio Lamorte

17 Giugno 2023 alle 13:17

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Strage di migranti in Grecia, spunta il video del peschereccio: “Uno scafista ha confessato”

Continuano le ricerche, dopo più di 72 ore, nelle acque internazionali a 47 miglia nautiche a sud-ovest di Pylos, per individuare altri dispersi del terribile naufragio del peschereccio di migranti che si è consumato al largo del Peloponneso nella notte tra martedì 13 giugno e mercoledì 14 giugno. A bordo dell’imbarcazione c’erano centinaia di persone, pare tra 400 e 750 secondo le testimonianze. Al momento il bilancio di 78 morti comprende soltanto i corpi che sono stati recuperati. È spuntato un video dello scafo, poco prima della tragedia, e uno degli scafisti avrebbe confessato.

Avrebbe confessato, secondo i media greci, di far parte di una rete di trafficanti. È uno dei nove arrestati per il naufragio, egiziano, ha detto di essere stato pagato per portare la barca dalla costa libica all’Italia. Avrebbe raccontato che la barca ha lasciato l’Egitto vuota e che ha poi raccolto centinaia di migranti a Tobruk, in Libia. Gli altri imputati negano invece di essere membri della rete di trafficanti e insistono sul fatto che non hanno alcun coinvolgimento nel caso. Il sito defenceline.gr intanto ha pubblicato un video ripreso da un marinaio della prima nave commerciale che si era avvicinata al peschereccio dei migranti. Le immagini sono girate al tramonto, il mare è calmo e l’imbarcazione era ferma. L’inabbissamento è avvenuto intorno alle 2:00 di notte.

Alarm Phone aveva segnalato il peschereccio in difficoltà, “in distress”. Stando a quanto ricostruito, a causare la tragedia sarebbe stata la rottura del sistema di propulsione, non è chiaro a che ora si sarebbe verificata l’avaria. Le testimonianze divergono nel momento in cui, intorno alle 23:00, poche ore prima del naufragio, la Guardia Costiera greca dice di essere intervenuta. Secondo i sopravvissuti la Guardia Costiera avrebbe lanciato una corda per trainare il peschereccio verso la terraferma. Un’azione che secondo queste versioni avrebbe strattonato lo scafo, che si è inclinato e dopo un po’ rovesciato. La Guardia Costiera prima ha negato il lancio di una corda, poi ha confermato aggiungendo che i migranti l’hanno slegata perché non volevano essere portati in Grecia ma continuare verso l’Italia.

Per la ricostruzione dei greci l’aereo di Frontex è stato il primo ad avvistare il peschereccio alle 9:37 di martedì, avvertendo i centri di coordinamento vicini, tra cui quello italiano: la nave, però, si trovava nella zona Sar di competenza greca, da cui venivano mandati due mercantili come primo soccorso. Il tema è diventato oggetto di dibattito politico mentre la Grecia si appresta ad andare a elezioni il prossimo 25 giugno. Giovedì sera sono scoppiate delle proteste ad Atene, sono state arrestate 21 persone.

Il leader dell’opposizione di sinistra Alexis Tsipras ha fatto visita ai sopravvissuti e ha detto che la guardia costiera avrebbe dovuto rimorchiare la nave in sicurezza mentre si avvicinava alle acque greche, un parere condiviso dalle organizzazioni per i diritti umani. “Non sapevano come tendere la corda e la barca ha cominciato a inclinarsi a destra e a sinistra. La Guardia costiera stava andando troppo veloce, ma la barca era già molto inclinata verso sinistra, e poi è affondata”, gli ha raccontato uno dei superstiti.

La magistratura ha aperto un’indagine. Non è da escludere che sulla strage abbiano influito le notizie dei respingimenti, peraltro illegali, che la Grecia compie nei confronti dei migranti, frutto delle politiche molto dure contro l’immigrazione del governo del Presidente Kyriakos Mitsotakis. Soltanto un mese fa aveva fatto il giro del mondo un video sconvolgente nel quale si vedevano la Guardia Costiera greca che prendeva in consegna un gruppo di 11 profughi, tra i quali donne e bambini, caricati di forza su un autobus nell’isola di Lesbo, fatti salire su una barca della Guardia Costiera greca e, trasbordati su un gommone, mandati alla deriva nell’Egeo. Alle ricerche stanno partecipando una fregata della Marina, tre navi costiere e un elicottero della Guardia Costiera.

17 Giugno 2023

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