Il femminicidio a Roma

“Potrebbe essere mia moglie”, il dramma del marito di Pierpaola: ha sentito alla radio del 113 del suo omicidio

Cronaca - di Redazione Web - 5 Giugno 2023

CONDIVIDI

FOTO DI REPERTORIO
FOTO DI REPERTORIO

“Hanno sparato a una poliziotta”. Il dramma per il marito di Pierpaola Romano, poliziotta 58enne uccisa a Roma nell’androne di casa, è iniziato mentre stava lavorando. Anche lui poliziotto, in quel momento era in servizio. Alla radio ha sentito passare il messaggio. Dalle poche informazioni deve aver riconosciuto la strada e così il sangue gli si è raggelato nelle vene: “Potrebbe essere mia moglie”, ha detto ai colleghi. Poi il terribile dubbio si è trasformato in drammatica verità: Pierpaola era stata freddata da tre proiettili nell’androne di casa da un collega con cui aveva avuto una storia sentimentale in un periodo di separazione dal marito.

Come ricostruito da Repubblica, le prime notizie in radio erano frammentarie e poco chiare. Non era chiaro chi fosse la vittima e nemmeno se fosse morta sotto la raffica di proiettili. Si sapeva solo che il fatto era avvenuto a Torraccia, una zona dove abitano molti agenti. Non c’erano notizie di chi avesse sparato. Poco dopo la terribile verità. Pierpaola era morta, colpita dal collega che lavorava con lei a Montecitorio, freddata dalla pistola d’ordinanza con cui si era tolto la vita pochi metri più lontano dal luogo del delitto. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare uno scenario simile.

Pierpaola aveva avuto una relazione con il collega che le ha sparato vissuta con grande discrezione. Aveva scoperto di avere un tumore e si era riavvicinata al marito da cui si era momentaneamente separata. Secondo le testimonianze raccolte da Repubblica, era una donna riservata ma sempre molto allegra. Tra i colleghi circola voce che il collega non avesse accettato la decisione di Pierpaola di troncare quella relazione e tornare con il marito e per questo avrebbe sparato per poi togliersi la vita poco dopo. Nessuno però aveva il sospetto che potesse accadere tutto ciò: il collega non aveva mai dato segni di squilibrio. “Mai una sanzione disciplinare che io sapessi. Nessuno di noi riesce a darsi una spiegazione. Perché – spiega uno dei poliziotti colleghi di Pierpaola – se solo avessimo notato qualcosa lo avremmo fermato, avremmo segnalato ai superiori una stranezza. Invece no, lui era un uomo apparentemente tranquillo”. Poi l’inspiegabile tragedia.

5 Giugno 2023

Condividi l'articolo