L'indagine sull'imprenditore

Marco Conforti non è stato ucciso, dai risultati dell’autopsia nessun segno di violenza: restano i dubbi sul caso

Cronaca - di Redazione - 31 Maggio 2023

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Marco Conforti non è stato ucciso, dai risultati dell’autopsia nessun segno di violenza: restano i dubbi sul caso

Marco Conforti non è stato ucciso. È quanto emerge dai primi risultati dell’esame autoptico svolto sulla salma dell’imprenditore 55enne di Castagneto Po trovato morto nel bagagliaio della sua Range Rover abbandonata in via Rovigo a Torino, nel quartiere Aurora, domenica sera.

L’autopsia è stata svolta oggi dai medici legali Francesco Cattaneo e Roberto Testi e sarà necessario l’esame tossicologico per chiarire le circostanze del decesso: l’esame non ha evidenziato ferite o segni di violenza sul corpo e dunque si attendono i risultati degli esami tossicologici per sapere se Conforti sia stato stroncato da un malore o abbia ingerito sostanze che si sono verificate letali, con tempi stimati in circa sessanta giorni.

Secondo quanto apprende l’Ansa, al momento è stato impossibile individuare con esattezza sufficiente anche l’orario della morte: il cadavere, che al momento del ritrovamento era già in avanzato stato di decomposizione decomposizione, è rimasto troppo a lungo nel bagagliaio esposto al sole.

Il lasso di tempo dovrebbe comunque essere tra le 36 e le 72 ore precedenti al ritrovamento dell’automobile di Conforti, rintracciata grazie alla localizzazione dello smartphone dell’imprenditore da parte della figlia Carola.

L’accertamento autoptico inoltre non ha permesso di rilevare neanche lesioni o lividi dovuti al trascinamento e al caricamento del corpo di Conforti nel bagagliaio nella sua auto: gli investigatori comunque ritengono plausibile che, dato il peso e la corporatura del 55enne, titolare di una scuola guida con varie sedi nel Chivassesse, sia stato caricato all’interno del Suv da almeno due persone.

Restano un mistero anche le ultime ore di vita di Conforti: la denuncia di scomparsa era stata effettuata ai carabinieri dall’ex moglie Serena venerdì 26 maggio, ma di Conforti le tracce si erano perse già nella notte tra martedì 23 e mercoledì 24 maggio.

Quel giorno Conforti accompagna la figlia maggiore Carola a scuola, poi è con un amico a Varazze per poi tornare nella sua casa di Castagneto Po: la sera a cena in un ristorante di piazza Gran Madre, poi al Samara, storico night club di Torino. Da qui lo hanno visto uscire intorno a mezzanotte: “Ci siamo salutati e ognuno è andato per la sua strada”, ha raccontato l’amico che era con lui, sentito dalla polizia.

C’è quindi l’altro mistero ancora da chiarire nella vicenda: Conforti è stato ritrovato in un bagagliaio chiuso, mentre le chiavi si trovavano all’interno dell’abitacolo. Come evidenzia il Corriere di Torino, unna possibile spiegazione è che chi ha abbassato il portellone abbia riaperto il Range Rover e che nel quadro comandi fosse stata impostata l’opzione di sicurezza che consente lo sblocco della portiera del guidatore, lasciando chiuse le altre. Così però la vettura resta aperta e l’allarme antifurto non dovrebbe entrare in funzione: invece questo ha sicuramente suonato domenica mattina, durante un misterioso tentativo di furto della vettura.

di: Redazione - 31 Maggio 2023

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