Un caso di 'censura morale'
"L’avvocato non è un burocrate del processo. È, costituzionalmente, un soggetto essenziale della giurisdizione. Difendere un imputato non significa approvare le sue idee, né assolvere i suoi atti. Significa garantire che anche il nemico dello Stato sia protetto dalle regole dello Stato. Flavio Rossi Albertini ha semplicemente interpretato fino in fondo il suo ruolo: non quello dell’amico o del complice, ma quello dell’avvocato, agendo con umanità. È sotto accusa l’idea che anche nel carcere, anche nel 41-bis, esista un confine che la durezza non deve superare: quello della disumanizzazione. La Costituzione non impone all’avvocato di essere distante, indifferente, senz’anima. Gli impone di essere libero"di Redazione Web - 23 Giugno 2025