La protesta
Cosa sta succedendo nella commissione vigilanza Rai: dalle dimissioni ai nuovi palinsesti, la lottizzazione del governo
La presidente Floridia e i consiglieri di opposizione lasciano la bicamerale per protestare contro il blocco dei lavori imposto dalla maggioranza
Politica - di Redazione Web
Tutti i componenti di opposizione della commissione di Vigilanza Rai compresa la presidente Barbara Floridia si sono dimessi della commissione di Vigilanza Rai. Una protesta senza precedenti resasi necessaria per denunciare le manovre della maggioranza che da quasi due anni non si presenta nella bicamerale, impedendone il funzionamento, per costringere la minoranza, il cui voto è indispensabile per raggiungere il quorum dei due terzi, a ratificare la nomina della consigliera in orbita Forza Italia, Simona Agnes, alla presidenza della Rai.
“Oggi ho consegnato ai presidenti del Senato e della Camera – scrive la senatrice del Movimento 5 Stelle Floridia in un post – le mie dimissioni da presidente della commissione parlamentare di Vigilanza Rai”. “È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle commissioni parlamentari. Sento vivo dentro di me l’onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente – prosegue – Finché ho potuto ho cercato in tutti i modi di permettere alla commissione di funzionare”. “Non era mai accaduto nella storia della nostra Repubblica – prosegue la consigliera – che un organo di garanzia fosse tenuto in ostaggio di chi governa. E io con esso. Non ha più alcun senso presiedere una Commissione ormai svuotata delle proprie funzioni, tenuta artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo, sulle spalle di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone”.
I componenti delle opposizioni della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, Stefano Graziano (del Pd), Dario Carotenuto (del M5s), Angelo Bonelli e Peppe De Cristofaro (di Avs), Maria Elena Boschi (di Iv), assieme a Ouidad Bakkali, Antonio Nicita, Vinicio Peluffo, Nico Stumpo, Francesco Verducci (del Partito democratico), Gaetano Amato, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico (del Movimento 5 stelle), e Anna Maria Furlan e Dafne Musolino (di Italia viva), nella lettera ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, in cui rassegnano le dimissione dalla commissione spiegano che “la decisione, molto sofferta in ragione del rispetto della cultura parlamentare che ci anima, è stata assunta come extrema ratio di fronte al punto di non ritorno in cui si trova oggi la Commissione parlamentare”. Ma la maggioranza liquida la vicenda con sufficienza. “Se me l’aspettavo? No, l’ho appreso dai giornali, ma io oggi ho cominciato la giornata con l’ambasciatore dell’Ucraina che ci ha parlato dei bombardamenti di questa notte. Capisce bene che, nella classifica delle notizie della giornata, questa la metterei a fondo classifica”, commenta il senatore FI e componente della vigilanza Rai Maurizio Gasparri interrogato dall’Adnkronos. Segno che la notizia c’è eccome, e va data con il risalto che merita.