Lo stallo sul caso Agnes
Vigilanza Rai, si dimettono tutti i membri dell’opposizione: via anche la presidente Floridia dopo il boicottaggio della destra
In Rai il caos è ora totale. Tutti i componenti di opposizione della commissione di Vigilanza hanno rassegnato le dimissioni, col passo indietro dei membri di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e AVS della bicamerale, compresa la presidente Barbara Floridia, senatrice del Movimento 5 Stelle. Una scelta legata allo stallo ormai infinito che riguarda la stessa commissione di Vigilanza, dove la maggioranza da oltre un anno diserta l’attività ordinaria come “ripicca” per non aver incassato dai rappresentanti delle opposizioni i voti necessari alla ratifica del nome indicato in particolare da Forza Italia per la presidenza della Rai, Simona Agnes.
È dallo scorso autunno ormai che la maggioranza fa mancare il numero legale, quando è stato eletto il nuovo consiglio d’amministrazione Rai. La Vigilanza, per legge, dovrebbe convalidare la scelta del presidente della televisione pubblica, con l’indicazione dal centrodestra che è sempre stata quella di Simona Agnes, che avrebbe però bisogno della maggioranza qualificata dei due terzi per essere confermata. Di fronte a questo stallo le uniche attività “concesse” dalla maggioranza sono state le audizioni del ministro della Cultura Alessandro Giuli e del responsabile della vendita degli immobili Rai, oltre ad una riunione eccezionale per il caso della bomba piazzata davanti l’abitazione del giornalista Sifgrido Ranucci, con il resto dei lavori bloccato dal caso Agnes. Inutile era stato anche l’appello alla ripresa dell’attività della commissione arrivato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
In una lettera sono i commissari dimissionari a spiegare le loro ragioni, definite “gravi e strutturali”: “La decisione è stata assunta come estrema ratio di fronte al punto di non ritorno in cui si trova oggi la Commissione parlamentare”. Secondo i consiglieri dimissionari, quella che è emersa negli ultimi anni è “l’idea di una Rai ‘pertinenza’ di una maggioranza, e non come bene comune dei cittadini”. A queste condizioni “non è più possibile restare in Commissione in quanto è venuta meno proprio la parola ‘Vigilanza’. Un organismo svuotato, incapace di esercitare il proprio ruolo di garanzia, è di fatto diventato complice del declino della più grande azienda culturale del Paese”, si legge ancora nella lettera.
“Le anticipazioni dei nuovi palinsesti confermano il progressivo declino del servizio pubblico: calano ascolti e credibilità, si riducono il pluralismo e il merito, aumentano i costosi contratti esterni e viene disatteso il Media Freedom Act”, viene denunciato. “Riteniamo che la Commissione non sia più nelle condizioni di esercitare la propria funzione istituzionale di vigilanza. Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico”.
Durissima anche la nota pubblicata via social dalla presidente della commissione, Floridia, in cui sottolinea che “prendere atto che restare e denunciare non è servito”. “È ormai evidente che a questa maggioranza mancano alcuni presupposti molto importanti: il rispetto delle prerogative della minoranza, il rispetto delle istituzioni più in generale e delle regole che disciplinano il funzionamento degli organi parlamentari. Non ha più senso presiedere una commissione ormai svuotata dalle proprie funzioni. Non sono disposta a trascorrere l’ultimo anno di questa legislatura assistendo impotente alle richieste di audizioni”, le parole della senatrice del Movimento 5 Stelle.