La tragedia di Camaiore

Omicidio Versilia, Imma Battaglia: “Assassinio frutto della cultura razzista e omofoba di destra”

La tragedia come il prodotto di un clima culturale e politico ostile alle persone LGBT+: per Battaglia il punto è anche accompagnare famiglie e adulti, perché simili tragedie non restino segnali ignorati fino a quando è troppo tardi.

Interviste - di Graziella Balestrieri

26 Giugno 2026 alle 17:30

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Photo credits: Sara Minelli/Imagoeconomica
Photo credits: Sara Minelli/Imagoeconomica

Un duplice omicidio familiare e un’ombra pesante: quella dell’omofobia. È questa una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti sulla tragedia di Vado, sulle colline di Camaiore, dove Piero Moriconi, 63 anni, ha ucciso a fucilate la moglie Kathy Andreoni e il figlio Mirko, 24 anni. Il giovane, che aveva dichiarato di essere gay, denunciava da tempo le ostilità del padre; un suo post — “Mio padre mi preferisce morto che gay” — appare oggi tragicamente profetico. Moriconi, accusato di duplice omicidio volontario, non ha opposto resistenza all’arrivo dei carabinieri. Su questa vicenda abbiamo intervistato Vladimir Luxuria, Marilena Grassadonia e Imma Battaglia, che leggono la tragedia come il prodotto di un clima culturale e politico ostile alle persone LGBT+: per Luxuria pesa l’assenza di educazione affettiva e di una legge contro l’omotransfobia; per Grassadonia servono prevenzione, diritti e una responsabilità chiara da parte della politica; per Battaglia il punto è anche accompagnare famiglie e adulti, perché simili tragedie non restino segnali ignorati fino a quando è troppo tardi.

Attivista e politica italiana, una delle figure leader del movimento per i diritti LGBT in Italia. Presidente del Circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli” dal 1995 al 2000, è tra i fondatori di Di’ Gay Project, di cui è stata presidente fino al febbraio 2014. Dal 2013 al 2016 è stata consigliere comunale a Roma, eletta nelle file di Sinistra Ecologia Libertà.

Padre uccide figlio perché gay, e uccide anche sua madre, colpevole di proteggerlo…
Siamo sempre concentrati a pensare ai giovani, alle emozioni dei giovani, e ci dimentichiamo che ci sono adulti fomentati da una politica bieca, nazionalista, sovranista, fascista, razzista, omofoba e lesbo-transfobica. Dobbiamo capire che i giovani sono andati avanti: sono ormai liberi e consapevoli, sanno benissimo da che parte stare, sanno benissimo che cosa vogliono dire la libertà e la libertà di genere. Gli adulti no. Se in questo Paese un innominabile generale raccoglie consensi, vuol dire che ci sono adulti razzisti e omofobi. Questo padre è anche lui frutto di questa cultura, una cultura che miete l’ennesima vittima: perché lì c’è una famiglia distrutta, ci sono Mirko, Katy, la madre, ma anche il padre, che evidentemente marcirà in galera per sempre. Quindi, cari signori miei, quando fate politica, convinti come siete di essere nel giusto, cominciate a farvi delle domande. La bocca apritela con attenzione, perché le vostre parole seminano odio e si radicano in adulti che non hanno tutti gli strumenti che invece i giovani hanno. In questo caso parliamo di un ragazzo di 24 anni che è stato sempre tormentato dal padre. Forse, dato che parliamo di Versilia — non stiamo parlando di un paesino dell’entroterra — si sarebbe dovuto tentare di rivolgersi alle associazioni, ad Agedo, di accompagnare quest’uomo, e impedire così che si giungesse a questa tragedia. Queste tragedie vanno evitate: assolutamente, il nostro compito è evitarle.

Quando una persona gay è definita non normale…
È proprio lì che comincia la politica dell’ignoranza: un padre, magari, si convince che in suo figlio ci sia qualcosa che non va. Il libro che ho scritto, La mia battaglia d’amore, parlo proprio di questo. Erano altri tempi, ma io non mi aspetto che oggi ci si comporti come sessant’anni fa. Io per prima non mi sentivo, fammi dire, tra virgolette, “normale”, perché non vedevo nessuno come me. E che cos’è la normalità? È la quotidianità, è quello che tu vedi. Se vedi tutti fatti in un certo modo, tutti che si comportano in un certo modo, ti sembra di essere fuori dal mondo. Io non riesco a credere che nel 2026 sia accaduta una tragedia simile: una tragedia evitabile. È chiaro che davanti a questa tragedia si sente sempre di più il bisogno di una legge, l’importanza di una legge contro il femminicidio e contro l’omolesbobitransfobia. Mi chiedo sempre che cosa si possa fare perché queste tragedie si possano evitare. Probabilmente quella moglie era una donna vessata dal marito. Avrebbe dovuto denunciare, sono certa che fosse vessata. Quell’uomo ha ammazzato entrambi, e questo è un gesto molto chiaro.

Fa capire il vuoto intorno?
Il vuoto intorno, soprattutto perché lui odiava il figlio, ma odiava anche la moglie, che probabilmente lo proteggeva. È quindi anche un terribile femminicidio. Un terribile femminicidio. Tremendo.

26 Giugno 2026

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