Il caso a Camaiore
“Ecco perché i giovani ragazzi LGBT non riescono a fare coming out”, parla Marilena Grassadonia
La tragedia come il prodotto di un clima culturale e politico ostile alle persone LGBT+: per Grassadonia servono prevenzione, diritti e una responsabilità chiara da parte della politica
Interviste - di Graziella Balestrieri
Un duplice omicidio familiare e un’ombra pesante: quella dell’omofobia. È questa una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti sulla tragedia di Vado, sulle colline di Camaiore, dove Piero Moriconi, 63 anni, ha ucciso a fucilate la moglie Kathy Andreoni e il figlio Mirko, 24 anni. Il giovane, che aveva dichiarato di essere gay, denunciava da tempo le ostilità del padre; un suo post — “Mio padre mi preferisce morto che gay” — appare oggi tragicamente profetico. Moriconi, accusato di duplice omicidio volontario, non ha opposto resistenza all’arrivo dei carabinieri. Su questa vicenda abbiamo intervistato Vladimir Luxuria, Marilena Grassadonia e Imma Battaglia, che leggono la tragedia come il prodotto di un clima culturale e politico ostile alle persone LGBT+: per Luxuria pesa l’assenza di educazione affettiva e di una legge contro l’omotransfobia; per Grassadonia servono prevenzione, diritti e una responsabilità chiara da parte della politica; per Battaglia il punto è anche accompagnare famiglie e adulti, perché simili tragedie non restino segnali ignorati fino a quando è troppo tardi.
Attivista lgbtqia+ e per i diritti civili, ingegnera. Componente della Segreteria nazionale di Sinistra Italiana dal 2021 e è Responsabile nazionale “Diritti e Libertà” del partito. Attualmente è la Coordinatrice dell’Ufficio Diritti LGBT+ di Roma Capitale, delegata dal Sindaco.
Siamo difronte all’ennesima tragedia: un padre che uccide barbaramente suo figlio perché è gay…
Sì, questo è quello che sembra e ovviamente l’ennesima conferma che purtroppo gli episodi di violenza e di odio contro le persone LGBT non solo accadono, ma hanno anche dei risvolti tragici. Chi pensa ancora oggi nel 2026 di poter annullare l’orientamento sessuale del proprio figlio sparandogli in faccia, eliminandolo, denota una situazione davvero molto grave. Io credo che questo clima di odio che in quest’ultimo periodo si sta diffondendo, quelle dichiarazioni fatte da destra che dicono che le persone LGBT non hanno bisogno di tutele, non hanno bisogno di diritti specifici o chi affossa i disegni di legge contro l’omofobia, chi affossa l’educazione sesso-affettiva nelle scuole, chi affossa le carriere alias, sono tutte evidenze del fatto che non ci si rende conto della situazione reale. È necessario lavorare affinché si fermi questo clima di violenza, questa propaganda d’odio. Servono con urgenza leggi che restituiscono dignità e riconoscano i diritti delle persone LGBTQ+, e soprattutto penso alle giovani generazioni, perché se un ragazzo così giovane viene ucciso da chi dovrebbe amarlo all’interno della propria famiglia, bisogna riflettere. Dove le famiglie non riescono ad essere all’altezza della situazione, la scuola deve fare la sua parte. Per farlo è necessario che ci siano progetti che parlino di educazione sessuo-affettività, che parlino di differenze.
Un Paese dove non ci sono diritti civili soprattutto…
Sì, dove non ci sono diritti civili, dove tutto viene messo in secondo piano, dove sembra che si parli di qualcosa che non esiste, sembra che ancora oggi nelle nostre scuole i giovani ragazzi LGBT non riescono a fare coming out nelle famiglie, nella società. Bisogna costruirla questa società migliore. Insomma, il lavoro da fare è molto. Lo Stato ha abbandonato sia la scuola che le famiglie.
In questo problema culturale la destra ha messo radici
Credo che su queste questioni la politica abbia perso tanti treni, abbia perso tante occasioni. L’ultima volta che si è parlato di diritti civili è stato dieci anni fa con la legge sui diritti civili che ha lasciato fuori un pezzo della comunità LGBT, ce lo ricordiamo, la stepchild adoption non approvata. Si è ritentato con l’approvazione del disegno di legge Zan, ma è stato affossato da una parte della destra che soffia sul vento dell’intolleranza e dell’odio. Credo che oggi la politica si debba assumere quella responsabilità che fino ad oggi collettivamente non si è assunta. Parlo della politica rappresentata dai partiti progressisti: quello che sta facendo la destra è sotto gli occhi di tutti.