L'allarme

Controlli biometrici, con l’estate rischio caos negli aeroporti: scontro tra scali e Bruxelles sul sistema EES

News - di Redazione

25 Giugno 2026 alle 12:23

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Controlli biometrici, con l’estate rischio caos negli aeroporti: scontro tra scali e Bruxelles sul sistema EES

Da una parte le istituzioni europee, dall’altra i principali scali aeroportuali del Vecchio Continente che temono un caos estivo. È scontro tra le società che gestiscono i più importanti aeroporti europei e la Commissione Ue a poche settimane ormai dal consueto periodo clou degli spostamenti di massa del turismo europeo: al centro della diatriba c’è l’introduzione dell’EES, l’Entry/Exit System, il “sistema di ingressi/uscite” progressivamente introdotto negli aeroporti europei da ottobre del 2025 per controllare i viaggiatori in arrivo dai Paesi extra Ue. Un sistema che richiede ai passeggeri di registrare le proprie informazioni biometriche, come la scansione del volto e delle impronte digitali, ma che ha visto la sua introduzione negli scali europei rallentata e caratterizzata da un susseguirsi di problemi tecnologici e soprattutto lunghe code, che rischiano ovviamente di peggiorare con l’estate e il picco di turisti.

A denunciarlo è stato tra gli altri Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma, al Financial Times. Al quotidiano finanziario londinese Troncone ha sottolineato che “il processo si sta rivelando incompatibile con i picchi di afflusso che ci troveremo ad affrontare” e ha avvisato che probabilmente dovrà essere sospeso per evitare “disastri”. Sulla stessa linea si è espresso anche Stefan Schulte, presidente di Airports Council International Europe, organizzazione che rappresenta gli aeroporti europei, che alla Bbc ha utilizzato parole al veleno: “I politici dovrebbero smettere di fare finta che EES funzioni. Non funziona”.

Da Bruxelles si nega o quasi l’esistenza del problema, sottolineando che “le norme dell’EES garantiscono la flessibilità necessaria per assicurare la fluidità dei confini, in particolare in vista della prossima estate: ad esempio, la raccolta dei dati biometrici può essere sospesa quando circostanze eccezionali comportano tempi di attesa eccessivi”, ha spiegato un portavoce della Commissione Ue rispondendo all’allarme lanciato dal Financial Times. Per il portavoce dell’esecutivo di Ursula von der Leyen “molto spesso i lunghi tempi di attesa non sono legati al funzionamento dell’EES, ma a fattori preesistenti, quali la carenza di personale, i limiti infrastrutturali e la concentrazione dei voli in specifiche fasce orarie: sebbene la Commissione continui a fornire il sostegno necessario, spetta agli Stati membri garantire la corretta attuazione dell’EES sul campo. Gli Stati membri dovrebbero garantire la fluidità delle frontiere mettendo a disposizione un numero adeguato di guardie di frontiera, soluzioni automatizzate, quali chioschi self-service e varchi elettronici, nonché l’uso dell’app di preregistrazione ‘Travel to Europe’”.

Secondo il Financial Times in realtà gli operatori aeroportuali denunciano che i varchi automatici non funzionano sempre e che anche i passeggeri già registrati nel sistema, che dovrebbero poter evitare le code, sono spesso costretti a ripetere integralmente la procedura, aggravando la congestione. “I processi devono funzionare meglio”, ha dichiarato al Ft il direttore generale di Aci Europe, Olivier Jankovec. “Abbiamo bisogno che le postazioni self-service funzionino e al momento non funzionano”.

Situazioni limite si sono registrare all’inizio di giugno in Grecia, dove le code sono state lunghe che i passeggeri hanno perso l’aereo. Era stato il caso di decine di passeggeri di un volo Ryanair diretto a Londra ma costretti a restare nel Paese: per questo alcune compagnie aeree, come WizzAir, hanno esortato i propri passeggeri britannici a presentarsi con molto anticipo in aeroporto per scongiurare il rischio di perdere l’aereo. L’EES prevede infatti la registrazione dei dati biometrici per tutti i viaggiatori provenienti da paesi al di fuori dell’area Schengen, che coinvolge quasi tutti i paesi dell’Unione Europea più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera: restano fuori tutti i cittadini non facenti parte dell’Ue, compresi dunque quelli provenienti dal Regno Unito.

di: Redazione - 25 Giugno 2026

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