Le misure
Cuba apre al mercato, il pacchetto di riforme per reagire alla crisi profonda: “Realtà impone cambiamenti urgenti e necessari”
Tra il 2020 e il 2025 l’economia ha registrato una contrazione del 15%. Trump ha minacciato più volte: "Penso di poterci fare tutto quello che voglio". Continui blackout, sospesi i pagamenti Visa e Mastercard
Economia - di Redazione Web
Aperture alle imprese private, maggiore autonomia di gestione e movimento per amministrazioni locali e società statali, più misure per attrarre turisti stranieri, incentivi per l’agricoltura. È la direzione verso la quale spingono una serie di misure economiche introdotte dal governo di Cuba per reagire alla situazione di estrema crisi ed emergenza sociale. Lo stesso governo considera il pacchetto di riforme il più significativo degli ultimi anni per affrontare la crisi totale che il Paese sta attraversando, tra le più dure nella sua storia dalla rivoluzione del 1959. .
A infierire sull’isola sono le sanzioni imposte dagli Stati Uniti: tra il 2020 e il 2025 l’economia cubana ha registrato una contrazione del 15%. Quelle imposte a maggio vietano il commercio con persone ed enti collegati al regime nei campi dell’energia, della finanza, dei metalli e della difesa. Dallo scorso gennaio, dopo il rapimento e la detenzione da parte di Washington a Caracas dell’ex Presidente del Venezuela Nicolas Maduro, grande alleato di L’Avana, l’isola è stata colpita da ulteriori blocchi. Ai rifornimenti di petrolio e di carburante, soprattutto. Continui i blackout. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha imposto sanzioni e dazi a ogni Paese che dovesse fornire carburante a Cuba. Sospesi al momento anche i pagamenti attraverso i circuiti Visa e Mastercard. I prezzi del cibo e dei generi di prima necessità sono sempre più alti.
- Cuba trema: scossa di terremoto di magnitudo 6.1 avvertita anche negli USA, edifici evacuati e treni sospesi
- Cuba come il Venezuela, il dipartimento di Giustizia Usa incrimina l’ex presidente Raúl Castro: Trump punta al “regime change”
- Cuba allo stremo, l’isola in crisi tra i blackout e le mire di Trump: il regime apre a concessioni e tratta con Washington
- Cuba sotto assedio: perché protestare contro lo strangolamento degli USA, l’isola costretta alla fame
A fine maggio il dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti, tramite la procura federale di Miami, ha incriminato per omicidio Raúl Castro, 94 anni, ex presidente di Cuba e fratello dello storico leader cubano Fidel Castro, alla guida del Paese dal 2006 al 2021. Castro al momento non ricopre alcuna carica ufficiale ma resta una personalità molto influente sulle politiche del partito e del governo. L’episodio contestato è quello dell’abbattimento nel 1996 di due piccoli aerei di un’associazione statunitense che forniva assistenza e soccorso alle persone che scappavano da Cuba via mare, morirono tre cittadini statunitensi e un cubano residente negli Usa.
Una mossa arrivata dopo mesi di minacce da parte di Trump di intervenire nel Paese e rovesciare il regime, un po’ come successo con Maduro in Venezuela. “Che la liberi o la prenda, penso di poterci fare tutto quello che voglio. È una nazione molto indebolita in questo momento”. A gennaio Washington aveva impedito l’accesso di Cuba al petrolio straniero. A marzo il Presidente Miguel Díaz-Canel aveva ammesso trattative con gli USA. A maggio la portaerei a propulsione nucleare Nimitz era entrata nel Mar dei Caraibi meridionale. Il pacchetto di riforme allarga il campo del libero mercato all’interno del sistema cubano. È stato annunciato dal presidente Diaz-Canel in occasione dell’approvazione da parte del Comitato centrale del Partito comunista di Cuba (Pcc). “La realtà ci impone cambiamenti urgenti e necessari”.
Attraverso le misure si vuole liberalizzare e decentralizzare il sistema produttivo del Paese e rafforzare il ruolo del settore privato. Il pacchetto dovrà superare l’esame dell’Assemblea Nazionale. L’obiettivo è anche quello di placare una popolazione allo stremo, che anche nelle scorse ore è scesa in piazza a protestare. Lo stesso Castro ha sostenuto le riforme promosse dal governo, tramite una lettera letta durante una sessione straordinaria del Politburo del Partito Comunista in cui definiva le misure come “le più vantaggiose per la rivoluzione in questo momento”. Il Partito ha respinto le critiche, sostenuto le misure che “non costituiscono in alcun modo una deviazione dal progetto socialista” e che rappresentano “un’espressione della logica di sviluppo di questo periodo storico”. Nessun passo indietro nella “responsabilità sociale” dello Stato.