La Corte contro l'Alabama
Stati Uniti, la Corte Suprema blocca una condanna a morte con l’ipossia da azoto: i giudici stoppano l’esecuzione disumana
Un sussulto di dignità, di umanità, che blocca per il momento l’esecuzione di una pena di morte negli Stati Uniti con uno dei metodi più brutali e dolorosi.
La Corte Suprema statunitense, che come noto è composta da sei giudici di nomina conservatrice e tre di stampo liberal-democratico, ha bloccato d’urgenza l’esecuzione un uomo tramite l’ipossia da azoto nello stato dell’Alabama dopo che un tribunale di grado inferiore aveva stabilito che il metodo era probabilmente incostituzionale.
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Si tratta di un metodo duramente condannato da diverse organizzazioni non governative internazionali, compresa l’Onu, che lo ritengono contrario ai diritti umani: al condannato viene fatta indossare una maschera facciale da cui respirare azoto che, nel giro di pochi minuti, porta alla privazione di ossigeno e alla morte per soffocamento.
Una pratica utilizzata per la prima volta negli Stati Uniti nel gennaio 2024, proprio in Alabama, e che da allora è stata utilizzata altre cinque volte prima di venir bloccata da due tribunali di grado inferiore alla Corte Suprema, coi giudici che aveva ritenuto che l’ipossia da azoto sia un metodo incostituzionale che impone una pena crudele. Il caso è giunto giovedì alla Corte Suprema dopo che l’Alabama aveva fatto appello contro lo stop diposto da un tribunale federale poche prima dell’esecuzione della condanna a morte del 49enne Jeffery Lee, condannato da oltre vent’anni per aver ucciso due persone durante una rapina nel 1998. Con la decisione della Corte Suprema l’esecuzione è stata bloccata: lo stato potrà comunque procedere con un altro metodo. Ad oggi la pena di morte resta legale in 27 stati Usa.