Il caso della cabinovia Apollonio-Socrepes
Olimpiadi Milano-Cortina, indagata la dirigente del ministero dei Trasporti Pellegrini: è il braccio destro di Salvini
Elisabetta Pellegrini, dirigente del ministero dei Trasporti, è indagata nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla Procura di Belluno sulle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Braccio destro del ministro e vicepremier Matteo Salvini, coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione (STM) presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nei confronti di Pellegrini la Procura ipotizza il reato di concorso in turbativa d’asta.
L’indagine riguarda in particolare il filone relativo all’appalto per la costruzione della controversa cabinovia Apolonnio-Socrepes di Cortina d’Ampezzo, che vede indagato, tra gli altri, il commissario straordinario per le opere Fabio Massimo Saldini. Nella giornata di mercoledì sono stati sequestrati i computer e i cellulari della dirigente del Mit. Matteo Salvini inizialmente non aveva voluto commentare l’indagine a carico della sua dirigente, limitandosi a far sapere che la stima e la fiducia nei confronti di Pellegrini “restano immutate”. Quindi dal ministro è arrivata una nota che conferma sostanzialmente quanto già fatto filtrare in precedenza: “Le Olimpiadi Milano Cortina rappresentano un successo straordinario riconosciuto anche all’estero: sono state il frutto di anni di lavoro mio e di un’intera squadra, di cui ha fatto parte anche Elisabetta Pellegrini, che si è distinta per impegno e laboriosità. Rinnovo il ringraziamento a tutti per lo straordinario risultato: sono certo che le indagini confermeranno la piena legittimità di tutti gli atti, per il momento possiamo ricordare che i Giochi sono stati una vetrina incredibile per tutta l’Italia e ne siamo orgogliosi”.
La cabinovia Apollonio-Socrepes avrebbe dovuto essere operativa per l’inizio delle Olimpiadi invernali ed è stata una delle opere più discusse previste a Cortina per l’evento: il progetto, che prevede l’installazione di dieci piloni e la costruzione di tre stazioni, quella di valle, quella di monte e una intermedia, ha come obiettivo quello di collegare il centro di Cortina con la zona delle piste delle Tofane. L’impianto per il governo Meloni e il comitato organizzatore avrebbe dovuto essere pronto per l’inizio dei Giochi olimpici, iniziati il 6 febbraio scorso, ma i lavori iniziarono in ritardo e solo a inizio marzo la Simico, società responsabile della costruzione degli impianti per le Olimpiadi del 2026, aveva comunicato il termine dei lavori e l’inizio delle attività di collaudo. Alla base delle proteste c’era l’intero progetto: il cantiere si trova in un’area notoriamente franosa e non a caso all’inizio nessuna azienda si era presentata alla gara d’appalto organizzata per assegnare i lavori. Alla fine i lavori vennero assegnati a tre aziende: Graffer, Dolomiti Strade ed Ecoedile.
Per una frana avvenuta nel settembre del 2025 alcuni residenti avevano presentato un esposto per disastro e frana colposi, e già a fine febbraio si era saputo che la Procura di Belluno stava indagando per verificare se si potesse costruire in quell’area. Procura di Belluno che aveva già aperto un’indagine su Simico e Graffer, società committente ed esecutrice della cabinovia Apollonio-Socrepes: l’inchiesta vede come ipotesi di reato per le società quello di turbata libertà degli incanti. Gli inquirenti ritengono che via siano stati degli accordi illeciti per favorire Graffer nell’assegnazione dell’opera, e che entrambe le società fossero consapevoli che questa non sarebbe stata pronta entro i tempi previsti. Va ricordato che Graffer si era aggiudicato l’appalto tramite “procedura negoziata”, una circostanza in cui non viene fatta una gara d’appalto ma il committente contatta direttamente delle aziende costruttrici per proporre loro il cantiere.