L'indagine per corruzione

Non c’è ancora la prima pietra ma sul Ponte c’è già un’indagine…

I tre avrebbero cercato di condizionare l’esame dì legittimità della Corte dei conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione del ponte di Messina

Politica - di Frank Cimini

10 Giugno 2026 alle 19:30

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Foto Mauro Scrobogna /LaPresse
Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

La prima pietra del ponte di Messina non c’è ancora ma secondo la procura di Roma si sarebbe già verificato almeno un episodio di corruzione e tra gli indagati c’è l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, il quale proprio ieri compariva sul Sole 24 ore in una intervista dal titolo: “La Corte dei conti deve cambiare, dalla riforma nessun colpo di spugna”. La procura di Roma in un comunicato scrive di corruzione per esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione utilizzazione di segreti di ufficio. Gli altri due indagati sono l’avvocato Giacomo Saccomanni e l’imprenditore Vincenzo Virguglio.

I tre avrebbero cercato di condizionare l’esame dì legittimità della Corte dei conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione del ponte di Messina. L’avvocato e l’imprenditore avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendo il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento subordinandolo alla fattiva azione per concretizzare il piano. Ci sarebbe stato il tentativo di avvicinare altri due magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell’opera. Inoltre sarebbero state rivelate a altre persone notizie coperte da segreto acquisite in precedenza dal giudice della Corte dei conti. Il giudice Miele avrebbe dato la propria disponibilità rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi e sullo sviluppo della camera di consiglio. Il condizionale ovviamente è d’obbligo trattandosi di una ipotesi investigativa. Pietro Ciucci, amministratore della società che realizza l’opera, ha dichiarato che la stessa è estranea ai fatti e si è detto sorpreso per l’indagine e le perquisizioni.

10 Giugno 2026

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