Il voto

Vince sempre il premier Kurti ma senza maggioranza: è ancora stallo in Kosovo dopo tre elezioni in 16 mesi

Perde circa l'8% rispetto allo scorso dicembre. Alle urne appena il 37% degli aventi diritto, rischio alto di una nuova paralisi politica

Esteri - di Redazione Web

8 Giugno 2026 alle 11:09

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Albin Kurti leader of Vetevendosje political party addresses his supporters as they celebrate after the preliminary results of parliamentary election in Kosovo capital Pristina late Sunday, June 7, 2026. (AP Photo/Visar Kryeziu)
Albin Kurti leader of Vetevendosje political party addresses his supporters as they celebrate after the preliminary results of parliamentary election in Kosovo capital Pristina late Sunday, June 7, 2026. (AP Photo/Visar Kryeziu)

Conferma a metà per Albin Kurti, primo ministro uscente in Kosovo, che non nasconde le difficoltà di un Paese spaccato: il suo partito Vetëvendosje! ha vinto le elezioni parlamentari di domenica ma non ha ottenuto la maggioranza. Ha ottenuto il 43%, circa l’8% in meno rispetto alle elezioni dello scorso dicembre. Dall’altra parte, hanno migliorato i loro risultati sia il conservatore Partito Democratico del Kosovo (PDK) con il 21,3 per cento, la Lega Democratica del Kosovo (LDK) terza con il 17,8, l’Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK) con poco più del 7 per cento.

Quelle che si sono tenute domenica scorsa, erano le terze elezioni parlamentari in un anno e mezzo: anche le ultime, dello scorso dicembre, erano state vinte dal partito del premier uscente. In quel caso tuttavia Kurti non era riuscito a far eleggere un presidente e quindi il Paese era dovuto tornare alle urne. Ha votato appena il 37% degli aventi diritto. Il Kosovo – 1,6 milioni di abitanti – da oltre due mesi non un presidente della Repubblica e un presidente del Parlamento. Potrebbe tornare di nuovo alle urne. Kurti, in un discorso in piazza a Pristina, ha comunque ribadito che quella di domenica è la quarta vittoria consecutiva dal 2021.

Le elezioni sono state monitorate da circa 16.000 osservatori nazionali e internazionali, ma per la prima volta senza una missione di osservazione elettorale dell’Unione Europea. “Vetëvendosje!” si traduce come “autodeterminazione”, è un partito di sinistra, considerato populista, al potere dal 2021. Alla minoranza serba sono costituzionalmente garantiti 10 seggi, altri 10 seggi sono riservati alle altre minoranze etniche non serbe: rom, turchi, bosgnacchi ed egiziani. Secondo quanto riporta ANSA il costo dell’intero processo elettorale è stato stimato in 10,9 milioni di euro, una spesa significativa per uno degli Stati economicamente più fragili d’Europa.

8 Giugno 2026

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