Cuneo
Speleologo bloccato a 120 metri di profondità: salvato il 20enne, intrappolato nella Grotta dei Cinghiali Volanti
Il ventenne aveva una gamba immobilizzata da un masso che si era staccato dalle pareti di roccia. I tecnici, per farsi spazio all’interno delle cavità e rendere più agile il passaggio, avevano anche frantumato le pareti di roccia dei cunicoli
Cronaca - di Redazione Web
È cosciente, sempre rimasto vigile, lo speleologo italiano bloccato a 120 metri di profondità nella cosiddetta “Grotta dei Cinghiali Volanti” nel Comune di Garessio, in provincia di Cuneo. L’allarme era scattato nel pomeriggio di sabato scorso, lanciato dai compagni di escursione del giovane. Sul posto erano intervenuti i tecnici del Soccorso alpino e speleologico della Liguria, del Piemonte e della Lombardia. I Carabinieri e il servizio di elisoccorso di Azienda Zero della Regione Piemonte hanno supportato le attività garantendo il trasporto del personale e dei materiali necessari all’intervento.
Lo speleologo, un ragazzo genovese di 20 anni, aveva una gamba immobilizzata da un masso che si era staccato al suo passaggio. Secondo le prime notizie aveva un peso di circa 250 kg. La Grotta si trova a 1.200 metri di quota, nell’area carsica Rocca d’Orse-Val d’Inferno, è molto popolare tra gli speleologi per le oltre 600 cavità tra grotte, pozzi e sistemi sotterranei. Le operazioni di soccorso sono state più rapide e agevoli grazie alla collaborazione dello stesso ferito. Sono servite comunque diverse ore per via della complessità dell’ambiente ipogeo e delle caratteristiche del percorso.
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53 i tecnici del Soccorso alpino e speleologico arrivati da diverse Regioni d’Italia. I soccorritori hanno allestito un piccolo campo sanitario all’interno della grotta per consentire al personale medico e sanitario del Cnsas di effettuare una valutazione approfondita delle condizioni dell’uomo. Accertato che il quadro clinico fosse complessivamente buono e che non fossero presenti condizioni tali da richiedere il trasporto in barella, è stata pianificata e avviata l’uscita assistita dalla cavità.
Il giovane era stato recuperato alle 5:40 di lunedì mattina, le operazioni sono andate avanti l’intera notte. I tecnici, per farsi spazio all’interno delle cavità e rendere più agile il passaggio, avevano anche frantumato le pareti di roccia dei cunicoli. I primi che avevano raggiunto il ragazzo, si erano concentrati sulla liberazione dell’arto rimasto incastrato sotto la roccia. Il giovane è stato affidato ai sanitari e trasferito in ospedale. Anche nel 2015 uno speleologo valdostano si era perso quando era uscito dalla grotta e venne salvato dai soccorritori.