Le indagini

Scontri in Torino-Juventus, l’ultrà ferito ripreso lontano dai tifosi violenti: più concreta l’ipotesi del lacrimogeno

Cronaca - di Redazione

28 Maggio 2026 alle 15:57

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Scontri in Torino-Juventus, l’ultrà ferito ripreso lontano dai tifosi violenti: più concreta l’ipotesi del lacrimogeno

Mentre restano gravi ma in lento miglioramento le condizioni di Marco Leonardo Basoccu, il tifoso juventino rimasto ferito durante gli scontri tra gruppi ultras e forze dell’ordine prima del derby Torino-Juventus di domenica 24 maggio, arrivano notizie importanti sul fronte dell’inchiesta aperta dalla Procura. Basoccu, che resta intubato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Molinette di Torino ed in prognosi riservata per il colpo alla testa ricevuto durante gli scontri, tale da costringere i medici ad un delicato intervento neurochirurgico, sarebbe stato estraneo al contesto di “guerriglia” in corso nel pomeriggio di domenica tra tifosi e polizia.

Stando alle immagini già acquisite dagli inquirenti Basoccu, commercialista di famiglia piemontese che abita a Milano, giunto a Torino al seguito dei Viking, tra i gruppi più oltranzisti del tifo organizzato bianconero e storicamente vicini all’estrema destra, era lontano circa 50 metri dal fronte degli scontri.

In particolare un filmato ottenuto dall’Aci, l’Automobile Club d’Italia il cui edificio è tra i più vicini ai luoghi degli scontri, mostrerebbe Basoccu sia nelle fasi che precedono il ferimento sia nel momento in cui viene colpito. A circa 50 metri da dove è rimasto ferito il 36enne tifoso c’era una squadra del reparto mobile della polizia che, in quei momenti concitati, sarebbe stata bersagliata da un altro gruppo juventino. È in quel punto che, mentre Basoccu tenta di entrare nel settore Distinti, viene colpito da un oggetto che si vede nei video, ma che ancora non è stato identificato.

La prima ipotesi della Questura, quella di una bottiglia scagliata nella mischia dagli stessi ultrà juventini che avrebbe colpito alla testa Basoccu, è sostanzialmente esclusa dalla Procura di Torino, che sta coordinando le indagini affidate alla Squadra mobile per il filone relativo al ferimento e alla Digos sia per gli episodi di violenza sia per la ricostruzione complessiva dei disordini.

Resta in piedi o comunque non viene esclusa l’ipotesi di un impatto con un sasso, ma soprattutto la ricostruzione fornita dal primo momento dai familiari di Basoccu e dagli stessi compagni di tifo juventino: un lacrimogeno sparato ad altezza uomo dalle forze dell’ordine che avrebbe colpito al lato destro del capo il commercialista milanese. “L’impatto è stato fortissimo e devastante e ho testimonianze dirette dei ragazzi che erano lì con lui: è stato un razzo lacrimogeno sparato ad altezza uomo. Mi sono indignato leggendo la versione di una bottiglia, quella al massimo provoca qualche punto di sutura”, erano state le parole del padre del tifoso rimasto gravemente ferito, Pierluigi Basoccu.

di: Redazione - 28 Maggio 2026

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