L'accordo controverso
Trump si regala lo scudo fiscale per sé, famiglia e aziende: dal dipartimento di Giustizia stop alle verifiche sul presidente
Uno scudo fiscale “tombale” per sé, la sua famiglia e le sue aziende. È l’ultima mossa, clamorosa, di Donald Trump, che sin dal suo ritorno alla Casa Bianca ha inteso il suo mandato come quello di un sovrano assoluto, una monarchia poco “illuminata”.
È in quest’ottica che va letto l’accordo che il dipartimento di Giustizia ha segretamente ampliato tra lo stesso Trump e l’agenzia delle entrate americana includendo una clausola che impedisce all’IRS, l’Internal Revenue Service, di avanzare pretese fiscali nei confronti del presidente, della sua famiglia e delle sue attività imprenditoriali racchiuse nella Trump Organization.
La clausola prevede che all’IRS sia “permanentemente precluso” di rivendicare qualsiasi pretesa o richiesta di risarcimento danni che sia stata o avrebbe potuto essere avanzata nei confronti di Trump prima del raggiungimento dell’accordo. Secondo il dipartimento di Giustizia, guidato ad interim da ministro Todd Blanche, ex avvocato personale di Trump, l’intesa riguarda i controlli già esistenti e non eventuali verifiche future, ma il significato politico resta immutato e non ha precedenti.
Un accordo raggiunto nell’ambito del ritiro da parte del presidente della causa da 10 miliardi contro l’agenzia e soprattutto di un secondo provvedimento a dir poco controverso, ovvero quello che ha comportato la creazione dell’Anti-Weaponization Fund, un fondo da 1,776 miliardi di dollari pensato per compensare persone che ritengono di essere state perseguitate politicamente dal dipartimento di Giustizia negli anni di Joe Biden.
Accordi, sia quello tra Trump e l’agenzia delle entrare sia quello che portato alla creazione dell’Anti-Weaponization Fund, criticato non solo dagli esponenti Democratici ma anche da una parte dei Repubblicani: il problema segnalato è che il fondo potrebbe provocare l’uso di soldi pubblici per risarcire i protagonisti dell’assalto del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill, i supporter trumpiani (tra l’altro in larga parte già graziati) spinti dal tycoon a protestare e contestare il risultato delle presidenziali del 2020 che videro Trump sconfitto da Biden. John Thune, leader della maggioranza Repubblicana al Senato, ha detto di “non vedere lo scopo” del fondo, mentre Bill Cassidy lo ha definito apertamente una “cassa nera”.