Lo scavo e gli studi
Ritrovata Iliade in una mummia, la scoperta negli scavi in Egitto: “Primo papiro letterario in contesto funerario”
Il frammento risalente a 1.600 anni fa, epoca romana, ritrovato nel sito di "Al Bahnasa", nell'area dell'antica Oxyrhinchus. La scoperta dell'Università di Barcellona
Cultura - di Redazione Web
Per la prima volta è stato verificato l’utilizzo anche testi greci, non a contenuto magico, tra i materiali utilizzati per la mummificazione: nel caso particolare si tratta dell’Iliade di Omero, non di un testo qualsiasi ma di uno dei primi e principali testi narrativi tramandati e fissati dagli esseri umani, in greco antico, che narra le gesta della Guerra di Troia. La scoperta è dell’Università di Barcellona che lavora stabilmente nel sito in questione dal 1922, dove si scava tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo e da dove vennero alla luce anche i cosiddetti Papiri di Ossirinco.
Il papiro con il frammento del poema omerico, databile a circa 1.600 anni fa, epoca romana, è stato individuato nel sito di “Al Bahnasa”, l’area identificata con l’antica Oxyrhinchus, uno dei principali centri di ritrovamenti del mondo greco-romano perché una delle principali città dell’Egitto Antico. È emerso durante la campagna condotta tra novembre e dicembre 2025, dal team guidato dall’archeologo spagnolo Núria Castellano, all’interno della Tomba 65 del Settore 22, collocato sull’addome di una mummia come parte del rituale di imbalsamazione.
Lo studio del reperto tra gennaio e febbraio 2026 della restauratrice Margalida Munar, della papirologa Leah Mascia e del filologo Ignasi-Xavier Adiego ha permesso di identificare il testo: dal Libro II del poema omerico, il cosiddetto “Catalogo delle navi”, una sezione in cui vengono elencate le forze greche schierate per la guerra di Troia. La scoperta è significativa in quanto fino a oggi era riconosciuta l’integrazione nel processo di mummificazione di papiri a contenuto magico o rituale.
“Non è la prima volta che troviamo papiri greci imballati e sigillati, incorporati nel processo di mummificazione di una mummia – ha dichiarato Ignasi-Xavier Adiego, professore del dipartimento di Filologia Classica, Romanza e Semitica, filologo classico e direttore del progetto Oxirrhynchus al media catalano Ara – ma finora avevano principalmente contenuto magico. D’altra parte, bisogna ricordare che, dalla fine del XIX secolo, a Oxirrhynchus sono emersi enormi quantità di papiri, tra cui testi letterari greci di grande importanza, ma la grande novità è il ritrovamento di un papiro letterario in un contesto funerario”.
Secondo la filologia, sia l’Iliade che l’Odissea, sarebbero stati composti circa tremila anni fa. E venivano cantati in versi da un aedo, una specie di bardo, un cantastorie della Grecia antica che con ogni probabilità si accompagnava con uno strumento musicale. Poco o niente si sa del suo autore, Omero, che la leggenda spesso ritrae come un narratore cieco mentre secondo alcuni studi potrebbe anche non esser mai esistito. Il papiro con i passi del poema potrebbe anche essere stato utilizzato non per il suo contenuto per scriverci delle formule magiche che possano facilitare l’ingresso del morto nell’aldilà.