Il conflitto e i rapporti Mosca-Budapest

Ucraina, dopo la tregua (fallita) per la Pasqua ortodossa riprendono gli attacchi: il Cremlino incassa la sconfitta di Orban

Esteri - di Redazione

13 Aprile 2026 alle 16:56

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AP Photo/Pavel Bednyakov



Associated Press / LaPresse
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AP Photo/Pavel Bednyakov Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Gli attacchi sono ripresi nella notte, quando era appena scaduta la breve tregua dichiarata per la Pasqua ortodossa. Il conflitto tra Russia ed Ucraina è ripreso oggi, lunedì 13 aprile, tra attacchi reciproci che vanno avanti ormai da oltre quattro anni.

L’Aeronautica militare ucraina ha riferito stamani che da Mosca sono stati lanciati 98 droni contro il territorio ucraino, 87 dei quali sono stati abbattuti; il ministero della Difesa russo ha invece di aver intercettato 33 droni ucraini durante la scorsa notte.

La tregua violata

Ma in realtà la tregua di 32 ore annunciata da Vladimir Putin giovedì scorso in una nota ufficiale del Cremlino, un cessate il fuoco in vigore “dalle ore 16 dell’11 aprile fino alla fine della giornata del 12 aprile”, è rimasta solo sulla carta.

Durante il giorno e mezzo di tregua per consentire la celebrazione della Pasqua ortodossa entrambe la parti si sono accusate a vicenda di aver violato il cessate il fuoco centinaia di volte, aumentando ancora una volta le tensioni non solo sul terreno di scontro militare ma anche diplomatico.

Secondo lo Stato maggiore dell’esercito ucraino alle 7 del mattino di domenica erano già state conteggiate 2.299 violazioni da parte russa. “Nello specifico: 28 azioni di assalto nemiche, 479 bombardamenti, 747 attacchi con droni d’attacco e 1.045 attacchi con droni FPV”, si legge nel comunicato ufficiale. Kiev ha comunque precisato che, durante questo lasso di tempo, non sono stati registrati attacchi missilistici pesanti, bombardamenti aerei con bombe guidate o l’impiego di droni di tipo Shahed.

Specularmente da Mosca è arrivata dal ministero della Difesa russa una analoga accusa all’Ucraina di aver violato il cessate il fuoco in 1.971 occasioni tra le 16 di sabato 11 aprile e le 8 del mattino di domenica. Secondo il Cremlino, le forze di Kiev avrebbero utilizzato l’artiglieria o i carri armati 258 volte, effettuando inoltre 1.329 attacchi con droni FPV e sganciando munizioni in 375 casi. Mosca ha inoltre denunciato di aver sventato “tre attacchi notturni” e “quattro tentativi di avanzata” sulla linea del fronte, accusando l’esercito ucraino di aver tentato di sfruttare la finestra della tregua per riposizionare le truppe o guadagnare terreno tattico.

Anche lo scorso anno, durante le celebrazioni pasquali, il cessate il fuoco di 30 ore si rivelò inefficace: entrambe le parti si erano accusate a vicenda di aver violato la tregua, così come analogo sorte era toccata all’ultima tregua proclamata per l’ottantesimo anniversario della Giornata della Vittoria, segnata da centinaia di violazioni.

I rapporti con l’Ungheria

Ma in questo scenario, sul piano diplomatico, Mosca deve fare i conti con la sconfitta del grande alleato europeo, quel Viktor Orban che da anni è “quarta colonna” del regime a Bruxelles.

L’Ungheria, col largo successo del leader filo-europeo Peter Magyar, che ha ottenuto una maggioranza dei due terzi in Parlamento, chiude con i 16 anni di dominio politico di Orban e soprattutto all’influenza russa sul Paese.

Non è un caso se il Cremlino non si è congratulato con Magyar, definendo l’Ungheria “Paese ostile” perché “sostiene le sanzioni contro di noi”, aveva spiegato il portavoce del Cremlino Peskov alla rivista Life. Precedentemente lo stesso Peskov aveva aperto uno spiraglio, sottolineando che la Russia “rispetta la scelta degli ungheresi”, aspettando che le relazioni con la nuova leadership a Budapest siano “pragmatiche”. “Abbiamo sentito dichiarazioni di disponibilità al dialogo, che, naturalmente, saranno vantaggiose sia per Mosca che per Budapest”, ha aggiunto. Il portavoce ha inoltre invitato alla cautela nel giudicare la nuova leadership ungherese: “Per quanto riguarda le azioni della nuova leadership ungherese, beh, probabilmente dovremo avere pazienza e vedere cosa succede. Noi, ripeto, siamo interessati a costruire buoni rapporti con l’Ungheria, come con tutti i Paesi europei. Sappiamo che, purtroppo, la reciprocità non è ancora possibile con gli europei, ma la Russia è aperta al dialogo”, le parole di Peskov.

di: Redazione - 13 Aprile 2026

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