Le menzogne della premier
Meloni e le ciniche bugie sulle morti in mare: la premier va oltre i limiti della propaganda
E’ del tutto evidente a chiunque segua questo problema che è aperta una grande emergenza: diminuiscono gli sbarchi e aumentano i morti. Questo vuol dire che le politiche di respingimento si stanno trasformando in stragi.
Politica - di Piero Sansonetti
Valentina Brinis, esponente della Ong “Open Arms”, ha rilasciato una dichiarazione indignata per le menzogne pronunciate da Giorgia Meloni in Parlamento a proposito dei morti nel Mediterraneo. Anche Matteo Orfini, deputato del Pd, ha protestato con vigore. Tutti e due hanno sottolineato il cinismo di un Presidente del Consiglio che di fronte a dati ufficiali che parlano del raddoppio di morti nel Mediterraneo nei primi mesi del 2026, si presenta alle Camere e si gloria di avere ridotto i morti. Effettivamente è una operazione sconvolgente. Che forse va oltre i limiti consentiti dalla propaganda politica in un paese democratico.
I dati ufficiali forniti dall’Oim, e che l’Unità ha pubblicato più volte nelle ultime settimane, sono tremendi. Fotografano un clamoroso aumento dei naufragi e dei morti. E segnalano un trend che nei prossimi mesi porterà al grado più alto di allarme. E’ del tutto evidente a chiunque segua questo problema che è aperta una grande emergenza: diminuiscono gli sbarchi e aumentano i morti. Questo vuol dire che le politiche di respingimento si stanno trasformando in stragi.
Di fronte a questa emergenza politica e umanitaria evidentissima, il governo, anziché riflettere sui disastrosi effetti degli ultimi decreti “spazza-naufraghi”, si limita a contraffare i dati. Tenete conto, oltretutto, del fatto che il numero dei morti accertati è molto inferiore a quello dei morti reali, perché di moltissimi naufragi non sappiamo niente. Proprio perché le leggi che hanno bloccato le Ong, e quindi i soccorsi, rendono sempre più difficile conoscere il numero dei naufragi. Non so come definire questo atteggiamento: omissione di soccorso? Beh, certamente. Ma si potrebbero usare parole molto più pesanti.