Evocato il rischio nucleare
Per Crosetto Trump è folle: “Dovrebbe avere consiglieri più coraggiosi”
In Aula evita la chiara condanna dell’attacco all’Iran perché il governo non vuole, ma sul Corriere invoca l’intervento di qualcuno in grado di riportare il presidente statunitense sotto controllo
Politica - di David Romoli
In Aula, nella sua informativa alla Camera sull’autorizzazione per l’uso delle basi militari agli aerei Usa, il ministro della Difesa Guido Crosetto si trincera dietro i trattati, le leggi, il rispetto della Costituzione. Non è una posizione debole, anche se l’opposizione fa il suo lavoro e lo accusa comunque di reticenza. In realtà quell’attenzione estrema per il rispetto della lettera degli accordi, inclusa la loro segretezza, è un modo indiretto, diplomatico ma non ambiguo, di dire chiaramente che l’uso delle basi militari sarà concesso solo nei limiti fissati dai trattati, dunque non per operazioni “cinetiche”, cioè di attacco. Dunque aver negato l’uso delle basi non è un “gesto da eroi”, non è “coraggio” ma semplice rispetto delle leggi. E’ quello che hanno fatto tutti i ministri della Difesa, di qualsiasi colore fosse il governo di turno.
L’opposizione avrebbe voluto dal ministro qualcosa in più soprattutto sul terreno della condanna politica perché nel concreto la stessa capogruppo del Pd Chiara Braga sottolinea che nessuno chiede di venire meno ai vincoli di segretezza o di non rispettare i trattati. E nessuno, d’altra parte, avanza il sospetto che i limiti di quegli accordi siano stati violati o forzati. Quel che manca è l’esplicita condanna politica dell’attacco all’Iran ma è evidente che quel passo il governo non vuole ancora farlo. Fuori dall’aula, intervistato dal Corriere della Sera, il ministro della Difesa si era spinto ben oltre, sino a definire “una follia” quel che sta succedendo e a sostenere che Trump “dovrebbe avere consiglieri più coraggiosi”. Fatta la tara sulle ovvie necessità diplomatiche, il senso dell’intervista di Crosetto è chiaro ed estremo. A un millimetro dal definire il presidente degli Usa un folle e dall’invocare l’intervento del suo cerchio magico per riportarlo in qualche modo sotto controllo. Il livello di allarme è tanto alto da spingere Crosetto a chiamare indirettamente ma visibilmente in causa persino il rischio di una guerra nucleare. Parole tanto forti da meritare un chiarimento della stessa Casa Bianca che assicura di “non stare considerando” l’uso degli ordigni nucleari.
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Crosetto è consapevole di camminare sul ghiaccio sottile: in ballo non c’è più solo il rischio di irritare il suscettibile e permaloso Trump ma quello, molto più concreto, di regalare al presidente furioso un’ulteriore spintarella verso l’uscita dalla Nato. La reazione iraniana alle parole di Crosetto, quelle pesanti pronunciate fuori dall’aula, è indicativa. “Ha usato parole accurate del comportamento di Usa e Israele: follia senza limiti’ per descrivere ”, esulta l’ambasciata iraniana a Roma. Costringe così il ministro a una rapida piroetta: ““La follia senza limiti è quella di chi massacra decine di migliaia di ragazzi che chiedono solo la libertà di vivere, è la ricerca di un ordigno atomico per poterlo usare contro il nemico di sempre, Israele, è programmare stragi come quella del 7 ottobre, è considerare nemici tutti quelli che hanno un’altra cultura, è attaccare nazioni arabe vicine solo per scatenare una crisi economica”. In tutta evidenza però nella sua denuncia e nel suo allarme il ministro non parlava solo del conclamato fanatismo iraniano.
Il governo sembra dunque costretto a esercitarsi nel solito equilibrismo, quello che aveva trovato la sua massima espressione nella formula della premier: “Non condivido e non condanno”. Ma è solo un’illusione ottica. L’Italia è già stata costretta dalla forza degli eventi, oltre che dal campanello d’allarme referendario, a prendere le distanze da Trump spostando l’equilibrio dalla parte dell’Europa. Per il semplice fatto che al netto dei complimenti a prezzo di saldo che Trump elargisce a Meloni l’Italia condivide difficoltà e sorte dell’Europa e all’origine di quelle difficoltà ci sono le scelte degli Usa. Il tempo dell’equilibrismo è già scaduto. L’illusione di poter svolgere un ruolo di “ponte” tra le due sponde dell’Atlantico si è già dimostrato una chimera e Giorgia Meloni, probabilmente, lo sa perfettamente.
Quel poco di ambivalenza ancora possibile, quella che ha permesso ancora ieri a Crosetto di evitare di ripetere in aula quanto detto o fatto capire nell’intervista, potrebbe avere le ore contate. Se Trump darà seguito alla sua minaccia di guerra totale, anche per il governo italiano evitare una condanna forte e chiara diventerà impossibile.