Spazio

Artemis II verso la Luna, decollata la missione della NASA erede di Apollo: “Molta tecnologia italiana a bordo”

Prima volta per una donna, un afroamericano e un non statunitense. Mai nessun essere umano ha volato in un punto così lontano. Trump: "Dominiamo e il mondo intero sta a guardare"

News - di Redazione Web

2 Aprile 2026 alle 11:22

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NASA’s Artemis II moon rocket lifts off from the Kennedy Space Center’s Launch Pad 39-B Wednesday, April 1, 2026, in Cape Canaveral, Fla. (AP Photo/John Raoux)
NASA’s Artemis II moon rocket lifts off from the Kennedy Space Center’s Launch Pad 39-B Wednesday, April 1, 2026, in Cape Canaveral, Fla. (AP Photo/John Raoux)

A 54 anni dall’ultimo lancio, dallo stesso Kennedy Space Center della NASA in Florida, è partito il viaggio verso la Luna della missione spaziale Artemis II. Risale al 1972 il precedente della missione Apollo 17. Quattro gli astronauti che passeranno dieci giorni nello spazio, non faranno allunaggio ma condurranno test ed esperimenti intorno al satellite per preparare un nuovo atterraggio previsto nel 2028 per battere sul tempo la Cina. È una missione storica, a suo modo epocale, del nuovo programma lunare degli Stati Uniti, con la NASA che punta a costruire una base lunare.

Poco prima del tramonto, alle 00:35 di giovedì ora italiana, presso il Kennedy Space Center a Cape Canaveral, si è acceso il razzo alto quasi 100 metri allo Space Launch System (SLS) della NASA, sormontato dalla capsula per l’equipaggio Orion oltre l’atmosfera, per portare in orbita il suo primo equipaggio composto dai tra astronauti statunitensi della NASA Christina Koch, Victor Glover e Reid Wiseman e dall’astronauta canadese Jeremy Hansen. Sarà la prima volta per una donna, un afroamericano e un non statunitense in un viaggio verso la Luna. Si stanno preparando da anni: Wiseman, Glover e Koch sono veterani che hanno già lavorato sulla Stazione Spaziale Internazionale, Hansen è alla prima esperienza fuori dall’atmosfera.

 

 

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L’ascesa del razzo ha lasciato dietro di sé un’imponente e densa colonna di vapore bianco. È la prima volta che viene sperimentata Orion, capsula a forma di tronco di cono con un diametro alla base di circa cinque metri. Gli astronauti ci metteranno circa quattro giorni per arrivare avvicinarsi alla Luna, a circa 400mila chilometri di distanza, voleranno a circa 7.600 chilometri oltre la Luna, il punto più lontano mai raggiunto dagli esseri umani. Per un intervallo di tempo tra i 30 e 55 minuti resteranno isolati senza mai poter comunicare con il centro controllo della NASA. La capsula sfrutterà la spinta gravitazionale lunare per tornare verso il Pianeta Terra senza accendere i motori. La missione si concluderà con un tuffo nell’Oceano Pacifico, al largo della California.

“Uno dei razzi più potenti mai costruiti, lancerà i nostri coraggiosi astronauti nello Spazio Profondo, più lontano di quanto qualsiasi essere umano si sia mai spinto. Stiamo vincendo: nello Spazio, sulla Terra e ovunque nel mezzo – economicamente, militarmente e, ora, oltre le stelle”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donad Trump su Truth. “Nessuno può competere! L’America non si limita a competere: noi dominiamo, e il mondo intero sta a guardare. Dio benedica i nostri incredibili astronauti, Dio benedica la Nasa e Dio benedica la più grande Nazione mai esistita: gli Stati Uniti d’America!”.

 

 

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Il programma scientifico osserverà la Luna, si concentrerà sugli effetti sul corpo umano di un volo nello spazio profondo, sulle radiazioni che saranno assorbite dagli astronauti. Al progetto contribuiscono anche l’Agenzia Spaziale Europea – con il modulo di servizio ESM che fornisce energia, propulsione, controllo termico, aria e acqua alla navetta – e l’Italia tramite l’ASI – alcuni sottosistemi sono stati costruiti a Torino, dalla Thales Alenia Space, e a Milano, alla Leonardo, mentre il Centro Spaziale del Fucino di Telespazio ha fornito le antenne per il tracciamento radio. Alle prossime missioni anche l’ESA farà volare suoi astronauti, tra cui anche un italiano, nessuna identità è stata svelata.

“È una serata storica: dopo 54 anni ci troviamo a testimoniare un evento importante, il ritorno dell’uomo nell’orbita lunare”, ha detto Luca Vincenzo Maria Salamone, direttore generale dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), in apertura dell’evento ‘Notte di Luna all’Agenzia Spaziale Italiana’. “È una missione propedeutica alle future missioni di allunaggio ed è importante anche per l’Italia, tra i primi firmatari degli Artemis Accords. La missione vede molta tecnologia italiana a bordo, sia della capsula Orion sia del sistema di lancio. Speriamo che questa missione sia il viatico per le future attività. Possiamo costruire anche una nuova economia lunare”.

2 Aprile 2026

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