A Verona
Sepolta viva da quello che comprava e accumulava: 57enne ritrovata morta in casa
Per raggiungere il cadavere, Carabinieri e Vigili del Fuoco hanno dovuto sgombrare l'appartamento da cataste di roba. L'allarme del compagno della vittima
Cronaca - di Redazione Web
Non era l’appartamento in cui viveva la donna ma quello che utilizzava per conservare, immagazzinare, accatastarle i suoi effetti, oggetti, prodotti acquistati. È stata trovata in mezzo alla sua roba, in uno spazio quasi irraggiungibile, la 57enne morta in centro a Verona. Sul posto sono intervenuti nella serata del 26 marzo Carabinieri e Vigili del Fuoco. Ancora in corso di accertamento le cause della morte della vittima.
L’allarme è stato lanciato dal compagno, perché la donna non era rientrata in casa. La porta era chiusa, entrare non è stato semplice. Per raggiungere e scoprire il cadavere, i soccorritori hanno dovuto spostare pacchi, buste, oggetti che ostruivano e invadevano ogni spazio. Si chiama disposofobia o disturbo da accumulo compulsivo la condizione psicologica che rende le persone incapaci a liberarsi degli oggetti e ad accumularli in maniera compulsiva e costante. È un disturbo ormai riconosciuto in maniera distinta da quello ossessivo-compulsivo.
Secondo quanto scritto da L’Arena di Verona, i militari sono risaliti alla posizione in cui si trovavano i due cellulari della dona, forse inciampata e rimasta sepolta viva dalla catasta di roba che aveva accumulato. Non è escluso che la 57enne sia stata uccisa, morta sotto il crollo improvviso di pile di oggetti. Potrebbe esser rimasta intrappolata sotto gli scatoloni senza riuscire più a respirare. I Carabinieri sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell’accaduto e risalire alla dinamica del decesso.