Il tycoon si veste da petroliere
Petrolio, Trump provoca l’UE: “Andatelo a prendere a Hormuz, se no vi vendo quello americano”
Il tycoon irride i Paesi europei colpevoli di non averlo seguito in Iran: “Se non volete il mio, fatevi coraggio e andatevelo a prendere a Hormuz”
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
Il tycoon si veste da petroliere planetario. E detta il suo vademecum. «A tutti quei Paesi che non possono ottenere carburante per aerei a causa dello Stretto di Hormuz, come il Regno Unito, che si è rifiutato di intervenire nella decapitazione dell’Iran, ho un suggerimento per voi: numero 1, comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza, e numero 2, fatevi coraggio, andate allo Stretto e prendetevelo». Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump.
«Dovrete imparare a combattere da soli, gli Stati Uniti non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non siete stati lì per noi. L’Iran è stato, in sostanza, decimato. La parte difficile è fatta. Andate a procurarvi il vostro petrolio!», aggiunge. E sempre su Truth, altra bordata di The Donald alla Francia. «La Francia non ha permesso agli aerei diretti in Israele, carichi di rifornimenti militari, di sorvolare il territorio francese. La Francia è stata molto inutile con noi nei confronti del «Macellaio dell’Iran», che è stato eliminato con successo! Gli Stati Uniti non dimenticheranno. “Non si può combattere e vincere una guerra se si dice all’avversario cosa si è disposti a fare o cosa non si è disposti a fare, compreso l’invio di truppe sul terreno”. Così il segretario alla Guerra Usa, Pete Hegseth ha risposto ai giornalisti che chiedevano se un’invasione da terra dell’Iran fosse un’opzione sul tavolo. “Se necessario potremmo mettere in atto queste opzioni”, “oppure forse non dovremo usarle affatto. Forse i negoziati funzioneranno, o forse c’è un approccio diverso. Ma il punto è essere imprevedibili, certamente non far sapere a nessuno cosa si è disposti a fare o non fare”, ha aggiunto.
Da un guerrafondaio all’altro
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato che tutte le case nei villaggi libanesi vicino al confine israeliano saranno demolite “come a Rafah e Beit Hanoun”, riferendosi alle aree della Striscia di Gaza dove l’Idf ha effettuato demolizioni su vasta scala di abitazioni durante la guerra. Lo scrive Haaretz. A più di un mese dall’escalation militare in Medio Oriente, il conflitto continua a mietere vittime tra i bambini di tutta la regione. Secondo le notizie, più di 340 bambini sono stati uccisi e migliaia feriti. Lo denuncia l’Unicef in una nota precisando che il bilancio comprende 216 bambini uccisi e 1.767 feriti in Iran, 124 uccisi e 413 feriti in Libano, 4 uccisi e 862 feriti in Israele, 1 bambino ucciso in Kuwait, 4 bambini feriti in Bahrein e 1 bambino ferito in Giordania.
L’evento con il maggior numero di vittime tra i bambini si è verificato il primo giorno di guerra, in seguito a un attacco missilistico contro la scuola Shajareh Tayyebeh in Iran, che ha causato la morte di 168 bambine e bambini. Gli attacchi incessanti delle parti in conflitto in diversi paesi stanno distruggendo e danneggiando le strutture e le infrastrutture da cui dipendono i bambini, tra cui ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari. Le violenze in corso nello Stato di Palestina, comprese Gaza e la Cisgiordania, nello stesso periodo hanno causato la morte di 16 bambini palestinesi e il ferimento di oltre 50.