Giornata del disturbo bipolare

World bipolar day: una strage silenziosa tra stigma e pregiudizi

Per l’Oms soffre della sindrome lo 0,5% degli italiani: di questi il 20% si toglie la vita. Diagnosi precoci e cure adeguate sono molto efficaci, ma va sradicata la disinformazione su una malattia ritenuta ancora tabù

Editoriali - di Donatella Smoljko

31 Marzo 2026 alle 15:21

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World bipolar day: una strage silenziosa tra stigma e pregiudizi

Il 30 marzo si è celebrata nel mondo la World Bipolar Day, giornata dedicata alla sensibilizzazione sul disturbo bipolare e alla promozione di una maggiore consapevolezza sulla salute mentale. La ricorrenza coincide con il giorno di nascita di Van Gogh, spesso associato – a posteriori – a una possibile esperienza di disturbo dell’umore. La Fondazione Duedime è nata due anni fa. Crediamo che la salute mentale sia oggi sempre più centrale. Sempre più persone, spesso giovani, incontrano difficoltà nell’accedere a diagnosi e cure adeguate. In Italia, secondo l’Oms, circa lo 0,5% della popolazione convive con il disturbo bipolare. Circa il 20% di loro si toglie la vita e 9 persone su 10 che tentano il suicidio presentano un disturbo psichiatrico diagnosticato. Solo una minima parte riceve ogni anno un trattamento adeguato.

Il disturbo bipolare è caratterizzato dall’alternanza tra fasi depressive e di mania. Non si tratta di semplici sbalzi emotivi, ma di una condizione complessa che può incidere profondamente sulla vita quotidiana. Con diagnosi precoci e cure adeguate può essere trattato efficacemente, ma stigma e disinformazione continuano a ostacolare l’accesso alle cure. «Il disturbo bipolare è una patologia complessa che richiede un approccio integrato e continuativo. Non basta intervenire nelle fasi acute: è fondamentale costruire percorsi di cura personalizzati, che accompagnino la persona nel tempo e tengano conto anche della qualità della vita e del contesto relazionale», dichiara Leonardo Tondo, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Duedime.

«La sfida più attuale nel trattamento del disturbo bipolare è l’adesione ai trattamenti, considerando la variabilità delle manifestazioni cliniche. La sofferenza soggettiva legata alla depressione si alterna a volte a un presunto benessere percepito dall’ambiente come un pericolo per la stabilità delle relazioni. Di questa alternanza soffre anche la relazione terapeutica, con il rischio di interruzioni della continuità degli interventi. La Fondazione rappresenta un punto di riferimento “terzo”, capace di assicurare la tutela dei diritti della persona e creare spazi di discussione critica tra chi vive direttamente o indirettamente il disturbo», sottolinea Santo Rullo, componente del Comitato Scientifico della Fondazione Duedime. Tra gli obiettivi della Fondazione Duedime vi sono la lotta allo stigma, la promozione di una cultura della cura più consapevole e la creazione di spazi di dialogo per chi convive con la malattia e le loro famiglie. In questo percorso, il confronto con altre realtà è stato fondamentale per comprendere meglio i bisogni delle persone.

In questa direzione si inserisce anche il dialogo con l’Associazione Italiana Bipolari, principale realtà peer-led in Italia, che rappresenta un punto di riferimento per il coinvolgimento diretto delle persone che vivono il disturbo. Il contributo dei pazienti è essenziale per orientare la ricerca, migliorare i percorsi di cura e rendere i servizi più aderenti ai bisogni reali. L’associazione affianca ai servizi gratuiti un modello di ricerca innovativo e continuo: raccoglie le esperienze, individua i fattori che orientano la fiducia nella cura e li traduce in strumenti concreti per formazione, pratica clinica e politiche sanitarie, interagendo in modo operativo esperienza vissuta, ricerca e policy. “Oggi con diagnosi precoce e cure adeguate la sindrome bipolare può essere trattata efficacemente. Ma nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni nella diagnosi e nelle terapie, questo disturbo continua a essere accompagnato da pregiudizi, disinformazione e stigma sociale. Molte persone che convivono con questa malattia raccontano ancora oggi la difficoltà di parlarne apertamente, spesso per paura di essere giudicate. Eppure con una diagnosi precoce e trattamenti appropriati e continuità terapeutica, molte persone riescono ad avere una vita attiva e di relazioni. La conoscenza e l’informazione rappresentano quindi strumenti fondamentali per favorire l’accesso alle cure e ridurre l’isolamento che spesso accompagna le malattie mentali.” Spiega Eleonora Caiazza Vicepresidente AIBP.

«La Fondazione Duedime è nata anche da un’esperienza personale, che ci ha fatto comprendere quanto il disturbo bipolare richieda non solo cure adeguate, ma soprattutto ascolto, continuità e integrazione tra competenze diverse. Attualmente con un’attività di volontariato, stiamo costruendo una rete confrontandoci con clinici, associazioni e persone che vivono il disturbo. La Giornata Mondiale del Disturbo Bipolare è stata un’occasione per accendere l’attenzione su una condizione ancora poco compresa e ribadire la necessità di percorsi di cura più umani e condivisi», afferma Rita Smoljko, Vicepresidente della Fondazione Duedime.

*Presidente Duedime

31 Marzo 2026

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