Accademia per la vita

Trapianti da animali: la Chiesa dice sì

In Italia ognuno dei 48 mila malati in dialisi costa 50.000 euro all’anno e non ci sono organi per tutti loro. La sperimentazione sullo xenotrapianto può essere una risposta.

Editoriali - di Fabrizio Mastrofini

31 Marzo 2026 alle 15:30

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Trapianti da animali: la Chiesa dice sì

Via libera della Pontificia Accademia per la Vita al trapianto di organi da animali a esseri umani (xenotrapianto). L’ultimo documento, che contiene anche diverse cautele cliniche, e aggiorna il testo del 2001, è stato presentato nella Sala Stampa vaticana. Obiettivo: rispondere alla richiesta di organi da trapiantare, la cui mancanza condanna a morte tante persone in tutto il mondo (dieci ogni giorno negli Usa, otto ogni giorno nell’ambito dell’Unione Europea, secondo i dati della conferenza stampa). Però la sperimentazione in corso ha bisogno di tempo e dunque è necessario mantenere alta l’informazione sulla necessità della donazione di organi umani. In Italia ad esempio ognuno dei 48 mila malati in dialisi costa 50.000 euro all’anno e non ci sono organi per tutti loro. La sperimentazione sullo xenotrapianto può essere una risposta.

A leggere alcuni passaggi del testo vengono i brividi. Ad esempio si parla di «sfide pratiche» che «devono ancora essere completamente affrontate». E sono: «il rifiuto, il processo attraverso cui il corpo del ricevente del trapianto cerca di liberarsi del trapianto. Un’altra è garantire il corretto funzionamento, oltre le barriere di specie, del trapianto nel suo nuovo ospite. Inoltre, è necessario minimizzare il rischio di introdurre agenti infettivi nella popolazione umana tramite lo xenotrapianto». In linea generale gli xenotrapianti avvengono utilizzando organi del maiale, l’animale che è sembrato più compatibile per reni e fegato. Ma serve l’ingegneria genetica per modificare le caratteristiche di questi organi per renderli compatibili con l’essere umano, secondo complesse procedure illustrate sinteticamente dal testo, e già in uso nei pochi centri specializzati. Esistono poi delle sperimentazioni che mostrano come il rene di maiale si possa trapiantare in un primate non umano (macachi, babbuini) con anni di sopravvivenza per l’animale. Come tutti i documenti vaticani, non manca la base biblica per dire che la religione cattolica ammette gli xenotrapianti.

Dalla Genesi viene la convinzione che «il sacrificio degli animali può essere giustificato solo se necessario per ottenere un beneficio importante per la persona umana, come avviene per lo xenotrapiantamento negli esseri umani, anche quando ciò comporta esperimenti sugli animali e/o modifiche genetiche su animali». Nell’insieme il documento trasmette un senso di fiducia nei confronti della scienza, pur considerando alcuni aspetti macabri. Il documento si conclude con una raccomandazione sul suo ambito non politico: «non riteniamo che questo documento debba entrare in questioni politico-legislative procedurali. Ci limitiamo quindi a sottolineare l’importanza e la desiderabilità che una convergenza sostanziale della legislazione internazionale in questo ambito debba essere raggiunta il prima possibile, attraverso un vero coordinamento a diversi livelli». Da notare che il testo presentato il 24 marzo era già pubblico da diversi mesi e disponibile in inglese sul sito della Pontificia Accademia per la Vita. Con la conferenza stampa si è voluta dare maggiore visibilità e amplificare la necessità di una più intensa sperimentazione umana. Sarà interessante ora verificare se ci saranno reazioni da parte delle organizzazioni di difesa e protezione degli animali.

31 Marzo 2026

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