Svolta nelle indagini

Madre e figlia morte a Natale a Campobasso, non fu intossicazione alimentare: avvelenate con la ricina, inchiesta per omicidio

Cronaca - di Redazione

31 Marzo 2026 alle 15:13

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Madre e figlia morte a Natale a Campobasso, non fu intossicazione alimentare: avvelenate con la ricina, inchiesta per omicidio

C’è una svolta sorprendente nelle indagini sulla morte di Antonella Di Jelsi e della figlia Sara Di Vita, decedute poco dopo Natale del 2025 all’ospedale Cardarelli di Campobasso in seguito ad un malore inizialmente attribuito a una presunta intossicazione alimentare.

Nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Larino (in provincia di Campobasso) è emerso, dopo accertamenti tossicologici eseguiti su campioni biologici, che madre e figlia sarebbero state avvelenate nella loro casa di Pietracatella con della ricina, una sostanza altamente tossica contenuta nei semi della pianta del ricino. La ricina dopo l’ingestione causa nausea, vomito, diarrea, ma l’avvelenamento può poi progredire fino a far collassare diversi organi e a causare il decesso.

Tracce del veleno sono state trovate durante gli esami effettuati sul sangue, sia in Italia al Maugeri di Pavia che all’estero, mentre il medico legale Benedetta Pia De Luca ha chiesto alla Procura una proroga di 30 giorni per consegnare le relazioni con i risultati dell’autopsia, eseguita il 31 dicembre e i cui risultati definitivi non sono ancora stati depositati.

Al momento dunque in Procura a Larino c’è un nuovo fascicolo di indagine relativo alla morte della 50enne Antonella Di Jelsi e della figlia 15enne Sara: per duplice omicidio premeditato contro ignoti.

Tra il 24 e il 26 dicembre scorso madre e figlia si erano recate ripetutamente al pronto soccorso del Cardarelli di Campobasso accusando malori: più volte rimandate a casa, erano poi state accettate per un ricovero quando la loro condizione era gravemente peggiorate, morendo a distanza di poche ore l’una dall’altra il 27 dicembre dello scorso anno. Anche il marito della donna, Gianni Di Vita, era stato ricoverato negli stessi giorni ma si era successivamente ristabilito. La figlia maggiore Sara, invece, non era stata presente alla cena familiare e non aveva mai manifestato sintomi.

Il 29 dicembre la Procura di Campobasso aveva iscritto nel registro degli indagati cinque medici per le ipotesi di reato di omicidio colposo, lesioni personali colpose e responsabilità colposa in ambito sanitario.

Le attenzioni iniziali degli inquirenti si erano concentrante in particolare sull’ipotesi di una intossicazione alimentare, da funghi, botulino o farina con veleno di topi. Ancora oggi la casa della famiglia è sotto sequestro: Gianni Vita e sua figlia Sara, gli altri due componenti della famiglia delle vittime, vivono ora in un’altra abitazione.

di: Redazione - 31 Marzo 2026

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