La formazione

Chi gioca nell’Italia contro la Bosnia: le scelte di Gattuso nel giorno del giudizio, la finale playoff per i Mondiali

A Zenica, in uno stadio che sarà una bolgia, gli Azzurri si giocano la possibilità di tornare ai Mondiali dopo due edizioni saltate, a vent'anni dall'ultima vittoria a Germania 2026

News - di Redazione Web

31 Marzo 2026 alle 11:50

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Italy’s Bryan Cristante walks on the pitch ahead of Tuesday’s World Cup playoff final soccer match against Bosnia, at the Bilino Polje stadium, in Zenica, Bosnia, Monday, March 30, 2026. (AP Photo/Armin Durgut) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain
Italy’s Bryan Cristante walks on the pitch ahead of Tuesday’s World Cup playoff final soccer match against Bosnia, at the Bilino Polje stadium, in Zenica, Bosnia, Monday, March 30, 2026. (AP Photo/Armin Durgut) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

È il giorno del giudizio per la Nazionale, quasi finita l’attesa per l’Italia che questa sera in Bosnia si giocherà la possibilità di tornare ai Mondiali dopo due edizioni clamorosamente saltate, fuori ai playoff, fuori a Russia 20218 e Qatar 2022. Al Bilino Polje di Zenica – un catino di cui si è molto parlato nella vigilia – aspetta la Bosnia Erzegovina, che in semifinale ha eliminato a sorpresa il Galles fuori casa. E infatti alcuni calciatori italiani avevano esultato, dopo la vittoria per 2 a 0 con l’Irlanda del Nord a Bergamo, davanti alla televisione. Circostanza che aveva innescato parecchie polemiche. Calcio d’inizio alle 20:45.

L’allenatore italiano Gennaro Gattuso ha scelto i 23 convocati per la finale playoff, i cinque lasciati fuori sono Elia Caprile, Diego Coppola, Nicolò Cambiaghi, Gianluca Scamacca e Giorgio Scalvini. Gattuso ha scelto, per non peggiorare ulteriormente le condizioni giudicate precarie del terreno di gioco dello stadio di Zenica, di far allenare la squadra per la rifinitura a Coverciano, al centro sportivo della Nazionale. E soltanto dopo la delegazione è partita per la Bosnia. Sulla carta l’Italia è più forte, la Bosnia ha dimostrato notevole solidità e fisicità e alcune importanti individualità.

Secondo la maggior parte dei media l’Italia confermerà la formazione che era partita titolare contro l’Irlanda del Nord. Gigi Donnarumma in porta, difesa a tre con Gianluca Mancini, Alessandro Bastoni e Riccardo Calafiori, sulle fasce Matteo Politano e Federico Dimarco, a centrocampo Manuel Locatelli, Nicolò Barella e Sandro Tonali, la coppia Moise Kean e Mateo Retegui in attacco. Confermato anche quest’ultimo, la cui prestazione era stata giudicata insufficiente, in molti avevano evocato una partenza da titolare di Francesco Pio Esposito. L’approccio mentale sarà fondamentale: la pressione di due edizioni saltate, dei playoff falliti contro squadre inferiori nelle precedenti occasioni, può influire negativamente proprio come successo nel primo tempo caotico e anemico contro l’Irlanda del Nord.

 

 

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La nazionale balcanica si sarebbe invece allenata in un campo pieno di fango. Sergej Barbarez dovrebbe scendere in campo con il consueto 4-4-2 combattivo e compatto con Vasjli in porta, in difesa Dedic, Katic, Muharemovic, Kolasinac, a centrocampo Bajraktarevic, Tahirovic, Sunjic, Memic; in attacco Dzeko e Demirovic. Anche la Bosnia non partecipa ai Mondiali dal 2014 in Brasile, prima e unica qualificazione. Ai gironi è arrivata seconda dopo l’Austria, è sicuramente una squadra più solida dell’Irlanda del Nord.

Protagonista della gara è anche lo stadio di Zenica, un impianto da seconda o terza serie in Italia con i palazzi a ridosso del terreno di gioco. Accoglierà appena ottomila spettatori tra cui 800 italiani. Bolgia, inferno, le locuzioni utilizzate in questi giorni. L’ambiente sarà caldissimo insomma, si sarà da combattere e probabilmente da soffrire. Clima molto freddo, duro, è nevicato nei giorni scorsi.

Episodio grottesco ieri a Butmir, dove si allenavano i bosniaci, dove un militare del contingente italiano EUFOR è stato accusato di spionaggio dalla Federazione. Avrebbe illegalmente filmato la sessione di allenamento e la Federcalcio della Bosnia ed Erzegovina ha inviato una nota di protesta a EUFOR, che ha confermato l’identità del militare ma ha smentito legami con la Federazione italiana. Cenni storici: la Bosnia vinse proprio contro l’Italia la sua prima partita ufficiale, un’amichevole nel 1996, dopo la guerra dei Balcani e la fondazione dello Stato.

 

31 Marzo 2026

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