Le iniziative della rete 10 100 1000 Piazze di donne per la pace
Trame di solidarietà contro la guerra
Decine e decine di amministrazioni comunali, a cominciare da Perugia in occasione della scorsa marcia per la pace con Assisi, hanno fatto propria la La Carta dell’impegno per un mondo disarmato, e che le adesioni continuano
Cronaca - di Letizia Paolozzi
A Roma, le donne israeliane di Women Wage Peace e le palestinesi di Women of the Sun hanno camminato scalze. Volevano dimostrare che “esiste una politica capace di attraversare il conflitto senza negarlo, di nominare il dolore senza trasformarlo in vendetta, di cercare giustizia senza alimentare altra guerra”. Questa la spiegazione di quante hanno fatto crescere la rete nazionale 10 100 1000 Piazze di donne per la pace. Partecipano diverse associazioni femminili e donne di associazioni miste. Prima iniziativa il 26 giugno 2025 contemporaneamente in 39 piazze del nord e sud d’Italia.
A seguire La Carta dell’impegno per un mondo disarmato , l’adesione alla marcia Perugia Assisi. Idee di fondo: tenere la guerra “fuori dalla storia” e intrecciare i legami con “un gesto politico di tessitura”. Tessere non è solo una metafora ma significa opporsi agli strappi con azioni che ricuciono. Per questo le donne della rete, insieme per settimane, ricamano, rappezzano, tessono, dipingono, rammendano pezzi di stoffa, lavorano a uncinetto, creando così “in tutta Italia un ordito di impegno e partecipazione, una trama resistente capace di fare da argine alla violenza armata. Le donne, coloro che quotidianamente reggono la vita, non si arrendono alla disumanizzazione e contrastano l’idea falsa e mortifera dell’inevitabilità della guerra”.
La guerra colpisce i corpi e la vita stessa? Noi – dicono – le opponiamo queste “trame di solidarietà umana”. Non pensate che si tratti di un gesto utopico, astratto, senza conseguenze. Aver ottenuto l’adesione di gruppi di donne da centocinquanta comuni grandi e piccoli, dal nord al Sud d’Italia, da Acireale a Bergamo, da Castellammare del Golfo a Firenze, da Milano a Napoli, da Roma a Rivoli a Piombino a Venezia a Vittoria significa che altrettante donne e uomini, istituzioni, associazioni, gruppi, collettivi, singole persone vogliono partecipare. Sabato 28 marzo, in queste centocinquanta città (a Roma, a piazza Trilussa, in accordo con la manifestazione nazionale “No Kings”) verranno esposti in presidi per la pace arazzi, bandiere, tappeti, lenzuoli.
Sabato 20 giugno questi manufatti, frutto dello “stare insieme” di migliaia di donne di età, provenienze ed esperienze diverse, saranno portati a Roma a una manifestazione nazionale per la pace. Da segnalare anche il fatto che decine e decine di amministrazioni comunali, a cominciare da Perugia in occasione della scorsa marcia per la pace con Assisi, hanno fatto propria la La Carta dell’impegno per un mondo disarmato, e che le adesioni continuano. “È il momento – continuano le promotrici – di far valere l’etica della cura, della giustizia e dell’amore, centrale nell’esperienza storica delle donne contro la logica patriarcale del più forte. Le donne della rete nazionale non permetteranno che si azzeri il futuro, faranno risuonare in tutte le piazze il loro NO alla guerra fino a che non diventi un boato tale da costringere il governo ad assumere una posizione chiara e netta di stop al riarmo e di rifiuto della guerra”.
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Per chi fosse interessato a saperne di più rivolgersi a Daniela Dioguardi, cell: 349 7759198. Email: dadiogu@gmail.com