Slavina anche in Regine

Caso Delmastro, le dimissioni a metà della vicepresidente del Piemonte Chiorino: “Commesso leggerezza, non ho nulla da nascondere”

Anche l'assessora era titolare di alcune quote nella società delle "5 forchette", opposizioni sul piede di guerra: "Difende la poltrona e Cirio si preoccupa degli equilibri di maggioranza"

News - di Redazione Web

26 Marzo 2026 alle 10:36

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Conferenza stampa al termine della riunione congiunta della Giunta regionale e del consiglio di presidenza di Confindustria Piemonte, dedicata a temi strategici quali infrastrutture, lavoro, industria, formazione e turismo. Nella foto: Elena Chiorino – Venerdì, January 17, 2025. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse) Press conference after the joint meeting of the regional council and the board of presidents of Confindustria Piemonte, dedicated to strategic issues such as infrastructure, labor, industry, training and tourism – Friday, January 17, 2025. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)
Conferenza stampa al termine della riunione congiunta della Giunta regionale e del consiglio di presidenza di Confindustria Piemonte, dedicata a temi strategici quali infrastrutture, lavoro, industria, formazione e turismo. Nella foto: Elena Chiorino – Venerdì, January 17, 2025. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse) Press conference after the joint meeting of the regional council and the board of presidents of Confindustria Piemonte, dedicated to strategic issues such as infrastructure, labor, industry, training and tourism – Friday, January 17, 2025. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

Si è dimessa anche la vicepresidente della Regione Piemonte, dirigente di Fratelli d’Italia, Elena Chiorino. Coinvolta anche lei nel caso della società proprietaria di un ristorante di Roma, del quale era proprietaria con l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ma anche con una 18enne, Miriam Caroccia, figlia di un condannato in via definitiva per reati di mafia, Mauro Caroccia. Delmastro si era dimesso dopo la sconfitta del governo Meloni al referendum sulla riforma della Giustizia, una vera e propria slavina all’interno dell’esecutivo che ha travolto anche la capo gabinetto Giusi Bartolozzi e la ministra al Turismo Daniela Santanchè.

“Sono una persona rigorosa e per bene: ho commesso una grave leggerezza che non mi perdono ma che ho compiuto in assoluta buona fede. E di questo chiedo scusa ai cittadini. Il mio modo di chiedere scusa è rinunciare e restituire la delega più importante tra quelle che assegna il presidente, ovvero quella di rappresentare l’ente in sua assenza”, ha dichiarato Chiorino. ”In riferimento alla richiesta di chiarimenti, ribadisco che sono pronta fin da ora a fornire tutte le spiegazioni relative a questa vicenda di fronte all’aula del Consiglio regionale perché sono una persona trasparente e non ho nulla da nascondere”.

Chiorino è nata a Biella, dove anche Delmastro ha cominciato a fare politica negli anni Novanta. È responsabile nazionale del dipartimento per il Lavoro e le Crisi Aziendali di Fratelli d’Italia e assessora regionale con deleghe all’Istruzione e al Lavoro: le opposizioni sono sul piede di guerra per le dimissioni a metà dell’assessora, per il Partito Democratico è “una decisione inaccettabile che offende i piemontesi”. Il suo posto da vicepresidente sarà preso da Maurizio Marrone, già assessore al Welfare in Piemonte, sempre di Fratelli d’Italia. Chiorino era titolare di alcune quote, che poi aveva lasciato, della società fondata nel 2024.

“Apprezzo il gesto di Elena Chiorino, perché di fronte a questi fatti era necessario dare un segnale e il segnale è che le istituzioni vanne sempre tutelate e messe in sicurezza”, ha detto il governatore del Piemonte, Alberto Cirio. “Come ho già avuto modo di dire sette anni di conoscenza e di lavoro insieme mi hanno dimostrato la sua capacità e la sua correttezza su cui non nutro alcun dubbio. Tuttavia anche se ha posto rimedio non appena compresa la situazione, la leggerezza che ha compiuto è stata grave, perché fatta da chi ha ruoli istituzionali importanti e necessitava di una reazione da parte della Regione. Reazione che, come è mia consuetudine, è stata ragionata ed equilibrata: la mia è la scelta di un presidente che non si gira dall’altra parte perché ha a cuore il bene delle istituzioni”.

La Regione ha fatto sapere che in giornata il Presidente Cirio si era confrontato con partiti di coalizione e capigruppo di maggioranza. La vicepresidente “ha rappresentato al presidente la volontà di restituire la delega alla vicepresidenza della Regione Piemonte: con il presidente è stata quindi condivisa l’opportunità che, in questo particolare momento, la funzione di massima rappresentanza istituzionale dell’ente non sia più in capo a Chiorino che rimane assessore con le deleghe operative a lei già assegnate, in particolare quelle legate ai dossier più delicati e urgenti relativi alle crisi aziendali come ex Ilva, Lear e Konecta, solo per fare alcuni esempi”. Tutta una farsa per le opposizioni: “Vergognoso che in Piemonte la maggioranza provi a far finta di nulla – la protesta del Pd – Ma non possono esistere due pesi e due misure. Dopo i fatti gravi, le bugie e i silenzi di questi giorni, Chiorino difende la sua poltrona e Cirio si preoccupa degli equilibri di maggioranza. Entrambi però dovrebbero anteporre l’onorabilità dell’istituzione agli interessi dei singoli o dei partiti”.

26 Marzo 2026

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