Il conflitto

Iran, miraggio trattative: “Bin Salman spinge Trump a continuare la guerra, opportunità storica per rifondare il Medio Oriente”

Il retroscena del New York Times. Erdogan: "È la guerra di Netanyahu per il potere, ma a subirne le conseguenze sono 8 miliardi di persone"

Esteri - di Redazione Web

24 Marzo 2026 alle 18:38

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President Donald Trump welcomes Saudi Arabia’s Crown Prince Mohammed bin Salman to the White House, Tuesday, Nov. 18, 2025, in Washington. (AP Photo/Mark Schiefelbein)
President Donald Trump welcomes Saudi Arabia’s Crown Prince Mohammed bin Salman to the White House, Tuesday, Nov. 18, 2025, in Washington. (AP Photo/Mark Schiefelbein)

Alle dichiarazioni clamorose, aggressive e spericolate, alle marce indietro altrettanto fragorose, da un momento all’altro e a conferma del valore della parola data, si aggiunge un altro retroscena che mette in discussione il controllo sul conflitto del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo il New York Times, il principe saudita Mohammed bin Salman sta facendo pressione su Trump affinché prosegua la guerra contro l’Iran che, a suo avviso, è un’“opportunità storica” per rifondare il Medio Oriente. Riad e Teheran rappresentano rispettivamente la corrente sunnita e quella sciita all’interno del mondo musulmano.

Appena ieri il tycoon aveva annullato l’ultimatum, rimandato a sabato, aperto a negoziati con la Repubblica Islamica. Aveva minacciato attacchi durissimi contro le infrastrutture energetiche dell’Iran. Secondo il Guardian, il vicepresidente statunitense JD Vance potrebbe essere il capo negoziatore degli Stati Uniti, al posto di Steve Witkoff e Jared Kushner. Il Pakistan si era detto favorevole a ospitare le trattative. Ma il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, aveva definito su X “fake news” le interlocuzioni tra le parti e aveva accusato Trump di aver rilasciato quelle dichiarazioni soltanto per “manipolare” i mercati finanziari e per “scappare dal pantano” in cui gli Stati Uniti si sono andati a cacciare per seguire Israele.

Secondo Vali Nasr, il politologo iraniano-americano, docente di Affari Internazionali e Studi sul Medio Oriente alla Johns Hopkins SAIS di Washington, la nomina a capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale di Zolghadr confermerebbe intanto non soltanto che la nuova Guida Suprema appena eletta Mojtaba Khamenei ha il controllo ma anche che “l’unica cosa che Israele ha ottenuto con la decapitazione dei vertici iraniani è stata quella di trasferire il potere a Teheran alla fazione più intransigente dei Guardiani della Rivoluzione”.

A proposito degli ultimi risvolti, il Wall Street Journal aveva scritto di un’Iran timoroso che le trattative potessero rappresentare una trappola per colpire e uccidere Ghalibaf. Per Reuters la posizione negoziale di Teheran si sarebbe irrigidita: chiederà significative concessioni qualora dovessero partire i negoziati. “Sono stati ricevuti messaggi tramite intermediari per sondare la possibilità di raggiungere un accordo per mettere fine alla guerra”, aveva spiegato una fonte a Cnn parlando della disponibilità dell’Iran di ascoltare qualora ci fosse un piano sostenibile.

“Qualora dovessero continuare gli attacchi contro i civili libanesi e palestinesi, i luoghi di raduno delle forze nemiche nella Palestina settentrionale occupata e nella Striscia di Gaza saranno oggetto di pesanti attacchi missilistici e con droni da parte della Repubblica Islamica dell’Iran e del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, senza alcuna esitazione”, si legge in un comunicato dei Pasdaran citato dall’agenzia affiliata Tasnim. E nel frattempo ha iniziato ad applicare tariffe di transito ad alcune navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz: un pedaggio informale di due milioni di dollari.

E a proposito di retroscena e conflitti eterodiretti, durissime le parole del presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ha definito “guerra illegale” quella lanciata da Israele e Stati Uniti. “Gli ultimi 25 giorni hanno dimostrato che, sebbene questa sia la guerra di Israele, il mondo ne sta pagando il prezzo. È la guerra di Netanyahu per il potere, ma a subirne le conseguenze sono 8 miliardi di persone”, riferisce l’agenzia di stampa Anadolu. “Non si deve permettere che la posizione intransigente, massimalista e radicale di Israele saboti le soluzioni diplomatiche”.

24 Marzo 2026

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