Il conflitto

Guerra in Iran, le 6 condizioni di Teheran per la fine alla guerra: “Ultimatum Trump? Se attaccano colpiremo infrastrutture energetica USA”

Il Presidente USA: "48 ore per aprire Hormuz". Lista di “11 impianti fondamentali per la regione” tra centrali nucleari e desalinizzatori nei Paesi del Golfo pubblicata da Teheran

Economia - di Redazione Web

23 Marzo 2026 alle 11:31

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Shiite Muslims adjust huge billboards of Iranian supreme leaders Ayatollah Mojtaba Khamenei and his late father Ayatollah Ali Khamenei during the annual Al-Quds Day rally to show the importance of Jerusalem to Muslims and in solidarity with Palestinian and Iranian people, in Islamabad, Pakistan, Friday, March 13, 2026. (AP Photo/Anjum Naveed) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain
Shiite Muslims adjust huge billboards of Iranian supreme leaders Ayatollah Mojtaba Khamenei and his late father Ayatollah Ali Khamenei during the annual Al-Quds Day rally to show the importance of Jerusalem to Muslims and in solidarity with Palestinian and Iranian people, in Islamabad, Pakistan, Friday, March 13, 2026. (AP Photo/Anjum Naveed) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Sull’orlo di una escalation sempre più allarmante, preoccupante, anche per le conseguenze a livello economico oltre che umanitario, sono scandite da ultimatum e minacce questi giorni di guerra in Medio Oriente. Se da una parte Trump minaccia di distruggere le centrali elettriche se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto, dall’altra l’Iran assicura una ritorsione durissima. Continuano intanto gli attacchi incrociati tra Iran e Israele, lo Stato Ebraico insiste nelle operazioni militari in Libano. Il conflitto è arrivato al suo 24esimo giorno.

Stretto di Hormuz – da dove transita circa un quinto del traffico mondiale di gnl e petrolio, al momento quasi del tutto bloccato per via della minaccia di attacchi iraniani alle navi “collegate ai nemici dell’Iran” – che torna anche al quinto punto dei sei avanzati dalla Repubblica Islamica per mettere fine alla guerra con USA e Israele. Condizioni riportate dall’agenzia Tasnim, vicina al regime.

  1. la garanzia che il conflitto non si ripeta
  2. la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione
  3. il pagamento di un risarcimento all’Iran
  4. la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati all’Iran
  5. l’attuazione di un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz
  6. il perseguimento penale e l’estradizione degli operatori dei media anti-iraniani

Se entro martedì notte, ha dichiarato Trump, non sarà aperto lo stretto di Hormuz, gli USA alzeranno ulteriormente il livello dello scontro. “Se l’Iran non APRIRA’ COMPLETAMENTE, SENZA MINACCE, lo Stretto di Hormuz entro 48 ORE da questo preciso momento, gli Stati Uniti d’America colpiranno e distruggeranno le sue varie CENTRALI ELETTRICHE, COMINCIANDO DA QUELLA PIU’ GRANDE!”, aveva scritto sul social Truth il Presidente degli Stati Uniti. Fino a ora gli USA hanno rivendicato una condotta che ha risparmiato le infrastrutture civili.

Subito la risposta delle forze armate iraniane. “Tutte le infrastrutture energetiche statunitensi nella regione saranno attaccate”. Anche le infrastrutture informatiche e gli impianti di desalinizzazione diventerebbero obiettivo di Teheran, i Guardiani della Rivoluzione hanno aggiunto che se le centrali saranno colpite, lo Stretto verrà completamente chiuso. La settimana scorsa era stata caratterizzata soprattutto dagli attacchi incrociati alle infrastrutture energetiche, tra raffinerie e giacimenti: prima Israele a South Pars, poi l’Iran a North Field in Qatar. Al momento Teheran permette il passaggio solo alle navi amiche.

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, la crisi del settore energetico è già peggiore delle due crisi esplose nel 1973 e nel 1979. Alcuni media iraniani vicini al regime, hanno pubblicato intanto una lista di “11 impianti fondamentali per la regione” che comprendono centrali nucleari e desalinizzatori in Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita Bahrein e Qatar, e in Giordania. Il Consiglio di Difesa ha anche minacciato di minare tutto il Golfo Persico in caso di intervento militare via terra degli USA.

23 Marzo 2026

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