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Elezioni in Francia, Parigi e Marsiglia restano alla gauche: delusione dal Rassemblement National e France Insoumise

Esteri - di Redazione

23 Marzo 2026 alle 10:31

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Elezioni in Francia, Parigi e Marsiglia restano alla gauche: delusione dal Rassemblement National e France Insoumise

L’estrema destra lepeniana del Rassemblement National e quella “moderata” dei Républicains non sfonda, col centrosinistra, soprattutto quello dei Socialisti rispetto a quello più radicale della France Insoumise, nel bel mezzo di una clamorosa guerra fratricida , riesce a resistere all’avanzata conservatrice e mantiene le due città più importanti al voto domenica in Francia.

Parigi e Marsiglia, ma anche Lille e Lione, hanno visto al secondo turno la vittoria della sinistra ed in particolare del Partito Socialista, che si conferma così forte a livello locale, dove resta ancora radicato anche grazie al supporto dell’elettorato più radicale della stessa France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon, con cui pure ha rotto a livello nazionale sulla scia del caso legato alla Jeune Garde Antifasciste, gruppo di estrema sinistra coinvolto nell’omicidio del militante di estrema destra Quentin Deranque a Lione.

Il voto più importante era chiaramente quello di Parigi, dove i Socialisti governano da 25 anni ma che in questa tornata vedeva pericolosamente vicina la destra con Rachida Dati, ex ministro della Cultura sostenuta dai Républicains e di fatto anche dai macroniani, col loro candidato Pierre-Yves Bournazel che si era ritirato invitando i suoi elettori a votare per la destra, così come anche Sarah Knafo, estrema destra di Reconquète. La capitale sceglie dunque il socialista Emmanuel Grégoire, erede designato della sindaca Anne Hidalgo, che ha vinto col 50,5 per cento dei voti, contro il 41% di Dati: Grégoire aveva rifiutato l’accordo con la candidata di LFI Sophia Chikirou (classificata terza con il 7,96% dei voti).

Sul piano locale per i Socialisti ha infatti vinto la strategia di respingere le alleanze offerte da LFI. In altre città, dove invece le coalizioni sono state siglate, sono arrivate sconfitte anche sorprendenti: è il caso di Tolosa e Strasburgo, ma anche Clermont-Ferrand, governata dalla gauche da ben 80 anni.

A Marsiglia, la seconda città più grande del Paese, il socialista Benoît Payan ha battuto con il 54 per cento dei voti il candidato del Rassemblement National Franck Allisio, che al primo turno aveva preso quasi gli stessi voti. Anche a Marsiglia Payan si era rifiutato di allearsi con La France Insoumise, ma il partito di Mélenchon, col suo deputato Sébastien Delogu arrivato terzo, aveva in ogni caso dato indicazione di votare per Payan. Così la sinistra ha impedito una sconfitta che sarebbe stata storica: Marsiglia è una città storicamente di sinistra, dove però da alcuni anni è sempre più forte la presenza del Rassemblement National.

Proprio il partito di Marine Le Pen e Jordan Bardella esce male da questo secondo turno. Il Rassemblement National è di gran lunga il partito più popolare in Francia a livello nazionale secondi i sondaggi, ma in questo secondo turno non è riuscito a strappare nessuna grande città alla sinistra, pur essendo sempre più radicato anche a livello locale, come dimostra la vittoria a Nizza. Il RN ha poi perso in città dove tradizionalmente è forte, come Tolone e Nimes. Unica eccezione è stata Perpignan, dove aveva già vinto nel 2020: qui il successo è arrivato con Eric Ciotti, ex presidente dei Républicains e oggi leader dell’Unione delle destre per la Repubblica, un partito satellite di RN.

Proprio i Républicains hanno ottenuto buone affermazioni in diverse città di medie dimensioni, da Brest a Besançon, dimostrando ancora un ottimo radicamento sul territorio pur essendo invece sempre più irrilevanti sul piano nazionale, schiacciati a destra da RN e al centro dai macroniani.

Proprio la coalizione centrista del presidente Emmanuel Macron un po’ a sorpresa ha ottenuto qualche affermazione di livello: a Bordeaux il candidato di Renaissance (il partito di Macron, ndr) Thomas Cazenave ha vinto contro il sindaco uscente dei Verdi Pierre Hurmic, mentre a Le Havre è stato riconfermato l’ex primo ministro Édouard Philippe, leader del partito di centrodestra Horizons che ha già annunciato la volontà di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2027. Chi al contrario è uscito con le ossa rotta dal voto amministrativo è l’ex primo ministro di area macronista François Bayrou, che ha perso a Pau contro il candidato socialista Jérôme Marbot.

di: Redazione - 23 Marzo 2026

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