La difesa nega

Tram deragliato a Milano, il conducente al telefono poco prima dello schianto: “Fino a 12 secondi prima dell’incidente”

Cronaca - di Redazione

20 Marzo 2026 alle 12:15

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DERAGLIAMENTO TRAM LINEA 9 IN VIALE VITTORIO VENETO – Milano, Italia – Venerdì, 27 febbraio 2026 (foto Stefano Porta / LaPresse)
DERAGLIAMENTO TRAM LINEA 9 IN VIALE VITTORIO VENETO – Milano, Italia – Venerdì, 27 febbraio 2026 (foto Stefano Porta / LaPresse)

Era al telefono col collega a cui, neanche un’ora prima, aveva dato il cambio. Il macchinista alla guida del tram 9 che il 27 febbraio scorso ha deragliato a Milano uscendo dai binari tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, provocando la morte di due passeggeri e il ferimento di altre 54 persone, pochi secondi prima di quello schianto era impegnato in una telefonata.

È questo quello che sarebbe emerso dagli accertamenti condotto dalla Polizia locale nell’ambito delle indagini disposte dalla Procura di Milano. A riferirne oggi sono Corriere della Sera, Repubblica e il Giorno. Il macchinista in particolare sarebbe stato al telefono fino a dodici secondi prima che il suo mezzo bruciasse una fermata e ad alta velocità, circa 50 chilometri orari, finisse la sua corsa contro un palazzo.

Una telefonata durata 3 minuti e 40 secondi, vietata durante il servizio, col macchinista che lo aveva preceduto nel turno e a cui aveva raccontato anche del problema al piede sinistro avuto poco prima in zona stazione Centrale, dove nel sistemare la pedana per far salire a bordo un disabile si era ferito. Secondo il macchinista, con oltre 30 anni di esperienza in ATM, quella ferita avrebbe provocato il malore alla guida del tram 9, causando la “sincope vasovagale” che gli avrebbe fatto perdere i sensi. Maggiori certezze in ogni caso si avranno quando sarà aperta ed esaminata a scatola nera.

Il conducente è al momento indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. Il suo legale, l’avvocato Mirko Mazzali, all’Ansa ha commentato le indiscrezione riportate dai quotidiani: “I processi si dovrebbero fare nelle aule, non violando il segreto istruttorio. Detto questo, i dati tecnici (gps e analisi dati telefonici) smentiscono la ricostruzione data alla stampa, che peraltro dimostrerebbero che l’indagato non era al telefono al momento dell’impatto”. Per la difesa dell’autista la comunicazione al cellulare si sarebbe invece interrotta almeno un minuto e mezzo prima dello schianto.

Quanto alle indagini, giovedì la Polizia locale e i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro si sono presentati nell’azienda milanese del trasporto pubblico e in una sede dislocata del ministero dei Trasporti per un ordine di esibizione documenti. Sono state prese carte sul tram e sul macchinista, da quelle sulla manutenzione alle “circolari interne per l’uso dei telefoni mobili in cabina”.

di: Redazione - 20 Marzo 2026

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