Il fedelissimo in bilico
Delmastro, Meloni per ora blinda il sottosegretario dopo il caso ristorante: ma in FdI monta l’imbarazzo
Andrea Delmastro per ora resta al suo posto. A blindare il sottosegretario alla Giustizia è Giorgia Meloni, che da Bruxelles nella serata di giovedì interviene dopo ore di silenzio sul caso riguardante il suo esponente di partito.
“Quello che si può dire al sottosegretario Delmastro è che forse avrebbe dovuto essere più accorto ma da questo a segnalare che il sottosegretario Delmastro, che sta sotto scorta per il suo lavoro contro la criminalità organizzata, abbia contiguità con la mafia ce ne passa”, le parole della premier, che sottolinea come dunque Delmastro “resta al suo posto” di fronte alle richieste delle opposizioni di fare un passo indietro.
Il caso del ristorante di Delmastro
La vicenda è quella emersa dopo un’inchiesta del Fatto Quotidiano in cui emerge come, fino a poche settimane fa, Delmastro possedeva il 25% delle quote di una società che aveva fondato alla fine del 2024 a Biella assieme ad alcuni colleghi di partito e soprattutto alla figlia 18enne di Mauro Caroccia, imprenditore romano condannato in via definitiva e considerato prestanome del boss della “camorra romana” Michele Senese, detto ‘o Pazz.
La vicenda riguarda il ristorante “Bisteccheria d’Italia” sulla Tuscolana, a Roma: la proprietà fa riferimento alla srl Le 5 Forchette, con capitale sociale di 10 mila euro e sede a Biella: tra i soci il gruppo biellese di Fratelli d’Italia, con Delmastro che spicca col 25% delle quote e il 50 per cento in mano alla studentessa 18enne Miriam Caroccia, che della società è anche amministratrice unica. Mauro Caroccia fu arrestato nel 2020 e condannato in primo grado nel 2022, poi assolto nel 2023. In seguito però la Cassazione annullò tutte le condanne di quel processo e a gennaio del 2025 Caroccia è stato condannato nel processo d’appello bis: l’imprenditore è stato poi condannato lo scorso febbraio in via definitiva a 4 anni per intestazione fittizia di beni con aggravante mafiosa.
Secondo il Fatto Delmastro ha ceduto le sue quote in due momenti: a novembre del 2025, a una società d’immobili chiamata G&G srl e di proprietà di Delmastro stesso, e poi lo scorso febbraio a Donatella Pelle, moglie di un avvocato vicino a Delmastro. Quest’ultimo passaggio sarebbe avvenuto otto giorni la condanna definitiva in Cassazione di Caroccia.
A mettere ulteriormente nei guai il sottosegretario, sul piano politico, è la foto pubblicata da Repubblica e scattata nell’ottobre del 2023 che insieme Delmastro insieme a Mauro Caroccia all’interno di un ristorante: all’epoca la società Le 5 Forchette non esisteva ancora.
Il caso politico
Questi per ora i fatti, che in ogni caso non vedono Delmastro indagato. Ma il problema, come è evidente, è tutto politico. Al momento il destino del sottosegretario è appeso al referendum, in Fratelli d’Italia nessuno si muoverà fino al voto sulla riforma della giustizia.
Ma l’imbarazzo è evidente a via della Scrofa, sede di FdI, perché Delmastro è di fatto “recidivo”: il sottosegretario è già stato protagonista del caso Cospito, che gli è costato una condanna a otto mesi per rivelazione di segreto d’ufficio per la vicenda dell’anarchico e le parole in aula del compagno di partito Giovanni Donzelli.
Meloni per ora lo blinda, così come sono nette le parole del capogruppo al Senato Lucio Malan, che parla addirittura di “condotta ineccepibile”. In realtà, come evidenzia il Corriere della Sera, nel partito i giudizi sull’operato di Delmastro divergono. “Se Delmastro salterà dopo il referendum? Forse sì, ne ha combinate davvero troppe”, dice infatti Massimo Milani, deputato di FdI e vice di Donzelli nell’organizzazione del partito. Milani, che viene da una famiglia di imprenditori, è sferzante nel suo giudizio: “Non avrei mai aperto un ristorante con una 18enne sconosciuta. Poi, scusate tanto eh: ma se ricopri un incarico di governo perché devi comprare le quote di un ristorante sulla Tuscolana? Questo proprio non lo capisco”.