Sconto da 25 centesimi
Caro benzina, la paura del referendum agita Meloni: ok al taglio delle accise sui carburanti per 20 giorni
Venti giorni di sconti, un taglio deciso alle accise e misure a favore del settore dell’autotrasporto, poi si vedrà. A ridosso del cruciale appuntamento del referendum sulla giustizia, dopo aver tergiversato per oltre dieci giorni nonostante un iniziale “abboccamento” agli inviti dell’opposizione, Giorgia Meloni e il suo governo decidono di muoversi contro il caro-benzina.
Nel Consiglio dei ministri tenuto mercoledì sera la principale misura per fare fronte all’esplosione del prezzo dei carburanti, figlio del conflitto scatenato in Medio Oriente da Stati Uniti ed Israele, che hanno duramente colpito l’Iran e provocato la reazione della Repubblica Islamica, in particolare col sostanziale blocco dello stretto di Hormuz, dove transita oltre il 20 per cento del greggio mondiale, è arrivata con la forma di un netto taglio alle accise.
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Le misure, che sono in vigore già dalla giornata odierna, sono in sostanza tre: la più importante è la riduzione delle accise sui carburanti per venti giorni. In Italia le accise sono tra le più alte d’Europa e da anni Giorgia Meloni si era intestata una battaglia per la loro riduzione, che in questi tre anni non ha mai messo in campo. Fino a mercoledì, col CdM che ha deciso un taglio del 20%, pari a circa 25 centesimi al litro (e di 12 centesimi per il Gpl). Si tratta in ogni caso di una misura temporanea valida fino al 7 aprile e che non riguarderà le stazioni di servizio in autostrada.
Le altre due misure approvate in Consiglio dei ministri prevedono un credito d’imposta sul gasolio per gli autotrasportatori, ovvero un’agevolazione fiscale che permetterà loro di pagarlo di meno, e una norma contro la speculazione sui prezzi che prevede “uno speciale regime di controllo”. In particolare il credito di imposta sul gasolio per le aziende di autotrasportatori è una misura pensata per evitare che i rincari dei carburanti si riflettano sulle merci vendute nei supermercati, dove arrivano grazie al trasporto su gomma. Il credito di imposta sarà inoltre accessibile anche per le aziende del settore della pesca, quindi per i carburanti delle barche e dei pescherecci: per loro sono stati messi a disposizione 10 milioni di euro, per gli autotrasportatori 100 milioni di euro.
Infine la terza misura, quella riguardante “Mister Prezzi”, con l’esecutivo che ha previsto uno speciale controllo da parte del Garante per la sorveglianza dei prezzi: dovrà monitorare che i prezzi ai distributori di carburante non aumentino “in modo anomalo” rispetto ai prezzi internazionali del petrolio, e nei casi estremi potrà segnalare e perseguire le aziende responsabili di aumenti eccessivi.