L'Iran minaccia i "complici Usa"

Stretto di Hormuz “ostaggio” di Teheran, piano di sei Paesi (compresa l’Italia) per riaprire la rotta commerciale del greggio

Esteri - di Redazione

19 Marzo 2026 alle 17:24

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Stretto di Hormuz “ostaggio” di Teheran, piano di sei Paesi (compresa l’Italia) per riaprire la rotta commerciale del greggio

I big europei, assieme a Giappone e Regno Unito, battono un colpo sulla complicata situazione nello stretto di Hormuz, di fatto “ostaggio” dell’Iran e delle sue minacce di colpire le petroliere che necessitano il transito in quella sottile striscia di mare dove transita oltre il 20 per cento del greggio mondiale.

Un passaggio ormai fermo dopo gli attacchi congiunti di Stati Uniti ed Israele contro la Repubblica Islamica, che come ritorsione ha sostanzialmente fermato il traffico di petrolio provocando uno shock sui mercati internazionali, col prezzo del greggio volato oltre i 110 dollari.

Di fronte a questa situazione sei Paesi, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, Giappone e Italia, si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale nello stretto di Hormuz.

A renderlo noto è stato Downing Street, la residenza del primo ministro britannico Keir Starmer, con una nota in cui i sei Paesi condannano con forza gli attacchi attribuiti a Teheran. “Noi condanniamo nei termini più forti – si legge nel comunicato diffuso a nome dei leader dei sei Paesi citati dall’ufficio del premier britannico – i recenti attacchi dell’Iran contro navi commerciali disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili incluse installazioni per il gas e il petrolio e la chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane”. Nella nota, i firmatari si dicono quindi “pronti a contribuire agli sforzi per garantire un transito sicuro attraverso lo Stretto” ed elogiano tutte “le nazioni disposte a impegnarsi nella pianificazione preparatoria” di un’iniziativa rinviata apparentemente per il momento al futuro.

Partner europei che l’amministrazione Trump è tornata ad attaccare proprio per il mancato supporto nel conflitto in Iran. A parlare è stato questa volta il capo del Pentagono Pete Hegseth: “Il regime iraniano ha terrorizzato l’America e i nostri interessi per 47 anni e i nostri ingrati alleati in Europa e parte della stampa dovrebbero dire solo una cosa al presidente Trump: grazie”.

Ma la minaccia più concreta e preoccupante arriva proprio da Teheran. Gli alleati degli Stati Uniti che aiutano Washington a riaprire lo stretto di Hormuz si renderebbero “complici” dell’aggressione, sono state le parole del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ormai uno degli ultimi leader di livello rimasti nel Paese dopo la “decapitazione” del regime da parte di Israele e Stati Uniti.

Durante una telefonata con il suo omologo giapponese Toshimitsu Motegi, Araghchi ha affermato che l’attuale situazione nello stretto di Hormuz è stata causata da Stati Uniti e Israele, e ha avvertito che la partecipazione di qualsiasi Paese al tentativo di rompere il blocco iraniano costituirebbe “complice dell’aggressione e degli efferati crimini commessi dagli aggressori”.

di: Redazione - 19 Marzo 2026

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