Le parole del vicepremier
Salvini cala la maschera, sconfessa se stesso e Meloni sul referendum: “Garlasco e famiglia nel bosco non c’entrano nulla”
Costretto a smentire se stesso e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In un tardivo tentativo di abbassare i toni sul referendum sulla giustizia, col voto sulla riforma promossa dal Guardasigilli Carlo Nordio in programma questo weekend, Matteo Salvini arriva a fare una sorta di “auto fact-checking”.
Il vicepremier e ministro dei Trasporti e Infrastrutture, nell’intervenire mercoledì sera a Milano durante un evento per il Sì al referendum, ha infatti smentito una sua precedente dichiarazione e un leitmotiv che da tempo ormai anche la premier Meloni porta avanti nella sua narrazione a favore del Sì al referendum, ripetuta con toni violenti anche ad Atreju.
Parliamo di alcuni casi di cronaca assurti alle cronache nazionali e che governo e maggioranza citano strumentalmente nella campagna referendaria del Sì: quello di Garlasco, ovvero dell’omicidio di Chiara Poggi nel lontano 2007, caso che ha visto condannato in via definitiva il fidanzato dell’epoca Alberto Stasi e di fatto riaperto con l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, e quello della “famiglia nel bosco”, ovvero i tre bambini allontanati dai genitori anglo-australiani in Abruzzo.
È proprio Salvini ad ammettere che “il caso Garlasco non c’entra con il referendum. Non è che se voti sì, Garlasco lo risolvi domani mattina o i tre bimbi tornano a casa”, le sue parole nel corso dell’intervento, di cui dà conto oggi Il Fatto Quotidiano. Così il vicepremier sconfessa la linea di Palazzo Chigi, che più volte in queste settimane aveva citato questi casi come situazione che potranno essere scongiurate ed evitare grazie alla riforma Nordio.
Per Salvini, a pochi giorni dal voto, l’ammissione che casi come Garlasco o della “famiglia nel bosco” di Palmoli non c’entrano nulla col referendum: “Penso ci sia tanto da fare nel settore della giustizia senza tirare in ballo Garlasco e la famiglia nel bosco, quelle sono altre soluzioni,da risolvere in altra maniera, certo non è normale ma non dipende dal referendum”, le dichiarazioni di Salvini a Milano.
Lo stesso Salvini che pochi mesi fa sui social a sua volta citava i due casi per motivare i cittadini a votare Sì: “C’è il referendum sulla giustizia che è un passo di civiltà fondamentale perché anche le cronache di questi giorni, dall’incredibile vicenda di Garlasco al sequestro dei tre bambini portati via a una mamma e a un papà, una profonda riforma della giustizia che non funziona sarà fondamentale”, era la tesi del leader della Lega solamente a novembre.